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Scherma, a Genova i nuovi campioni Under 17 e Under 20

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GENOVA (ITALPRESS) – Conferme e sorprese in un “nuovo che avanza” come garanzia del futuro della scherma azzurra. Genova ha ospitato i Campionati Italiani Cadetti e Giovani 2024 che hanno assegnato 12 scudetti, sei per la categoria Under 17 e altrettanti tra gli Under 20.
Tra i Cadetti hanno primeggiato nel fioretto Elia Pasin della Scherma Treviso e Greta Saioni del Club Scherma Roma. La spada Under 17 ha visto svettare sul gradino più alto del podio Ettore Leporati della Pro Vercelli e Maria Roberta Casale del Cus Catania. Al maschile si è imposto da outsider Filippo Picchi del Fides Livorno, mentre nella prova femminile ha vinto la campionessa d’Europa in carica Vittoria Mocci.
Tra gli Under 20, Mattia De Cristoforo del Centro Sportivo Carabinieri si è imposto nella categoria Giovani, mentre tra le fiorettiste è stata Vittoria Pinna del Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo a trionfare in una gara d’altissimo livello. Nella spada, ha rivinto Matteo Galassi del Centro Sportivo Carabinieri tra i ragazzi, al femminile invece è stata la medaglia di bronzo europea Eleonora Orso della Pro Vercelli a festeggiare il tricolore. Infine, nella prova degli sciabolatori il titolo è stato conquistato da Francesco Pagano delle Fiamme Gialle, mentre tra le sciabolatrici ha messo le mani sullo scudetto Mariella Viale delle Fiamme Oro.
Il Presidente federale Paolo Azzi ha consegnato dei riconoscimenti al Presidente e al Coordinatore del Comitato organizzatore, Giuseppe Costa e Giovanni Falcini, in segno di apprezzamento per il grande lavoro svolto da tutto il team per questi Campionati Italiani, Test Event per il capoluogo della Liguria, City Partner della Federazione Italiana Scherma, in vista degli Europei Assoluti del 2025.
gm/gtr
(Fonte video: Federazione Italiana Scherma)

Mattarella “La verità è un pilastro della democrazia”

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ROMA (ITALPRESS) – “Le diverse sentenze che hanno riguardato la strage di Piazza della Loggia hanno complessivamente chiarito il quadro, delineando con precisione responsabilità, dinamiche e complicità. Di recente, si è aperto un nuovo filone di inchiesta, dal quale potrebbero emergere nuovi tasselli. Attendiamo con paziente fiducia perché la verità è un pilastro della democrazia”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al teatro Grande di Brescia, nel suo discorso alla commemorazione per il cinquantesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia.

sat/gsl (Fonte video: Quirinale)

Sali “In Camera Arbitrale di Milano il maggior numero di casi in Italia”

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MILANO (ITALPRESS) – Numeri alla mano, la Camera Arbitrale di Milano tratta il più alto numero di casi d’Italia, sia di arbitrato che di mediazione, ma anche di composizione di crisi aziendali. Nell’arbitrato, dove l’accesso è libero e quindi non legato alla territorialità della disputa, nel capoluogo lombardo si tratta circa il 15% dei casi nazionali e a volte si rivolgono alla Camera Arbitrale anche soggetti stranieri. Più vincolato è il discorso della mediazione e della composizione delle crisi, dove la Camera Arbitrale può gestire le eventuali crisi lombarde, non di altre regioni. Lo ha detto in un’intervista ad Italpress, il vicedirettore generale della Camera Arbitrale di Milano, Rinaldo Sali, il quale ha voluto innanzitutto chiarire la differenza tra arbitrato e mediazione. “Stanno entrambi dentro l’area complessiva del risolvere contenziosi, risolvere liti tra imprese o tra imprese e consumatori. La differenza è che la mediazione tende a giungere a un nuovo accordo tra le parti, che si mettono finalmente di nuovo d’accordo su un loro contenzioso, mentre in caso di arbitrato abbiamo una vera e propria sentenza emessa da dei giudici privati, cioè da arbitri che risolvono con una sentenza la controversia” spiega Sali. “L’arbitrato ha più l’aspetto di un procedimento, di un processo vero e proprio alternativo o complementare rispetto a quello ordinario. Lì vi partecipano normalmente le imprese, impresa contro impresa, per valori medi che stanno attorno ai 2-3 milioni di Euro, come valori di lite, di contenzioso, però tendenzialmente l’arbitrato è un cosiddetto B2B, cioè un contenzioso governato che vede l’impresa verso un’altra impresa. Nel caso della mediazione abbiamo spesso la presenza del consumatore, cioè del cittadino che litiga con un’impresa, ma anche in mediazione si può avere, e ne abbiamo, casi di lite tra due imprese” aggiunge. “Nel caso dell’arbitrato il tutto deve essere stato già deciso prima. Nel contratto che le due società hanno c’è una clausola, di solito una clausola finale dei contratti, che dice “se abbiamo un contenzioso invece di andare in tribunale, utilizziamo l’arbitrato, utilizziamo i tre arbitri o l’arbitro unico per gestire la nostra controversia davanti alla Camera arbitrale”, quindi deve essere una condizione del contratto. Nel caso della mediazione tutti i soggetti che vogliano accedere ad una mediazione possono farlo attraverso l’accesso all’organismo della Camera arbitrale, all’organismo di conciliazione” dice ancora Sali. Rinaldo Sali spiega i motivi che possono spingere molte aziende e consumatori ad accedere alla via arbitrale anzichè ai tribunali… “Posto che non siamo in concorrenza con il tribunale perchè il nostro discorso è di una giustizia complementare e integrativa rispetto al tribunale, ma direi che mi vengono in mente tre parole chiave. La prima è tempi. La mediazione dura normalmente attorno ai tre mesi come durata complessiva, l’arbitrato un pò di più, proprio perchè è un processo che si innesta e sta attorno all’anno, quindi considerati i tempi del tribunale, questi sono i tempi di arbitrato e mediazione. Poi l’altra parola è costi, perchè i costi sono preventivati, prevedibili per chi accede, per lo più correlati al valore su cui si sta litigando. L’ultima parola che mi viene a dire è flessibilità, cioè ti gestisci un pò il procedimento come vuoi. Tu con la tua controparte, gestisci tempi e quindi durata e elementi del processo come meglio ritieni”. Più recente è il servizio della Camera Arbitrale a supporto delle aziende in crisi… “E’ un servizio nuovo che direi quasi completa il ventaglio di servizi, di soluzioni, di problemi delle imprese. Se con arbitrato e mediazione gestiamo sostanzialmente contenziosi A contro B, nel caso, per esempio, della composizione negoziata della crisi noi abbiamo a che fare con un’impresa che non sta litigando con qualcuno, ma che chiede di essere aiutata nella ristrutturazione o del debito o comunque di una situazione complessiva di crisi o di precrisi. Perchè dico precrisi? Perchè nel caso della composizione negoziata l’impresa si muove prima, quando avverte i primi segnali di crisi e meglio è. Con la composizione negoziata ad esempio, l’impresa, rivolgendosi in via digitale alla Camera di commercio, chiede la nomina di un esperto che la aiuti a risanare la propria situazione e che avrà il compito principale di prendere le carte dell’impresa e svolgere le trattative con i creditori nel caso della composizione della crisi” conclude Sali.(ITALPRESS).

Foto: Italpress

Mattarella “Su Piazza della Loggia permane sete di verità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Desidero quest’oggi ricordare anche il loro dolore, la compostezza, la forza d’animo, la sete di verità che esprimevano e che permangono tra noi, nonostante gli anni trascorsi”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al teatro Grande di Brescia, per la commemorazione de 50mo anniversario della strage di Piazza della Loggia.
“Al di là delle doverose rievocazioni, il modo per ricordare degnamente” i martiri “è quello di respingere e isolare i predicatori d’odio, gli operatori di mistificazione, i seminatori di discordia”, ha aggiunto. Per il capo dello Stato “l’intento degli attentatori era chiaro: punire e terrorizzare chi manifestava contro il neofascismo e in favore della democrazia”. Ma “complici e collusi, strateghi di morte, non rappresentano lo Stato, ma una gravissima minaccia contro la Repubblica. Hanno tradito l’Italia. Hanno tramato nell’ombra contro il loro popolo e il loro Paese”, ha sottolineato. “Gli ideatori, gli esecutori, i complici di quella strage volevano riportare il tempo indietro: a una stagione oscura, segnata dall’arbitrio della violenza, dalla sopraffazione, sfociata nella guerra. In Italia – ha osservato Mattarella – c’era chi tramava e complottava per instaurare un nuovo regime autoritario. Contro la Repubblica, nata dalla Resistenza, che aveva indicato le sue ragioni fondanti nella democrazia, nella libertà, nel pluralismo, nella solidarietà, principi scolpiti nella Carta Costituzionale”.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Quirinale –