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Fondazione Giordano Dell’Amore investe nella cooperativa sociale Koinè

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MILANO (ITALPRESS) – La Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’ambito dell’impact investing, investe nella Cooperativa Sociale Koinè Assemblaggi di Valore come socio finanziatore.
Da oggi, infatti, Koinè può contare sul sostegno di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, che ha investito 100.000 euro nell’ambito di “Impact4Coop”, il programma di FSVGDA e Fondazione Cariplo che mette in campo 2,2 milioni di euro per contribuire al rafforzamento patrimoniale e allo sviluppo del settore cooperativo.
L’investimento, spiega una nota, è stato realizzato con l’obiettivo di supportare la crescita e il raggiungimento degli obiettivi di impatto sociale della Cooperativa che è impegnata nell’offerta di opportunità occupazionali rivolte a soggetti fragili e che rappresenta un volano di sviluppo economico inclusivo a beneficio delle comunità locali e del territorio.
L’aumento di capitale è stato realizzato anche con l’utilizzo dell’”Impact Grant”, uno strumento finanziario innovativo che consente di trasformare parte dell’investimento in contributo a fondo perduto, nell’ipotesi del raggiungimento di obiettivi di impatto sociale pre-concordati. Nello specifico, l’investimento di 100.000 euro di FSVGDA nella Cooperativa Koinè è stato realizzato mediante la sottoscrizione di azioni come socio finanziatore.
In particolare: 70.000 euro in azioni di finanziamento standard;
30.000 euro in azioni di finanziamento “autoestinguibili” il cui importo, al raggiungimento di alcune condizioni concordate (risultati economici e di inserimento di lavoratori fragili) sarà destinato a riserva indivisibile e non distribuibile della Cooperativa. Nel caso in cui la Cooperativa non raggiunga gli obiettivi concordati, queste azioni perderanno la caratteristica di estinguibilità, mantenendo le prerogative delle azioni di finanziamento standard.
Tale struttura consente di incentivare il raggiungimento degli obiettivi di impatto e, al tempo stesso, di rafforzare il capitale del beneficiario, con evidenti vantaggi sulla sua capacità di poter accedere ad altre forme di finanziamento e di attrarre nuovi investitori e finanziatori.
“Siamo molto soddisfatti della fiducia che FSVGDA ha voluto accordare alla nostra cooperativa sociale – commenta il presidente di Koinè Giovanni Frigeni -. Per noi, il suo sostegno economico rappresenta una grande opportunità e uno stimolo. Ci impegneremo infatti a raggiungere gli obiettivi di crescita che la Fondazione ci ha richiesto, aumentando le nostre commesse, i posti di lavoro e la qualità dei servizi offerti a tutti i portatori di interesse, al fine di raggiungere un impatto ancora maggiore sulla comunità locale. Entrambe le organizzazioni condividono valori fondamentali di integrità, responsabilità sociale e sostenibilità, e insieme mirano a costruire un futuro più inclusivo e solidale per tutti”.
Una comunione di obiettivi che rende l’ingresso di FSVGDA in Koinè un valore aggiunto per tutti: per la cooperativa sociale, per i dipendenti e i tirocinanti, per la comunità e il territorio di riferimento.
Koinè Assemblaggi di Valore è una realtà nata 31 anni fa con lo scopo di dare un’opportunità a persone affette da disabilità fisica e psichica e consentire loro un riscatto sociale attraverso il lavoro. La cooperativa si occupa di assemblaggi meccanici, elettromeccanici, elettromedicali, co-engineering e supporto a start-up. Attualmente i dipendenti sono 50 e i tirocinanti 33. Il 65% delle persone che lavorano in Koinè presenta delle fragilità e per ognuna viene predisposto un percorso individualizzato da parte di un’èquipe composta dagli assistenti sociali, dall’educatore della cooperativa e dal direttore generale. Nel corso di 10 anni, dal 2012 al 2022, sono 40 le persone che, dopo l’esperienza in Koinè, sono state ricollocate in aziende del territorio.
“Abbiamo scelto di supportare Koinè per il suo impegno nel favorire l’inclusione sociale di persone con disabilità fisica e/o psichica attraverso l’offerta di opportunità lavorative.
Un’attività dal forte impatto sociale, che risponde appieno alla volontà della nostra Fondazione di contribuire – attraverso il programma Impact4Coop – al rafforzamento patrimoniale di cooperative che svolgono un ruolo cruciale nell’ambito delle politiche attive del lavoro e di contrasto alla povertà e all’emarginazione. Ad oggi, infatti, grazie al programma realizzato con Fondazione Cariplo abbiamo investito circa 1MLN/€ in 10 cooperative: Vesti Solidale, Alice, Aeper, Auxilium, Pandora, Chico Mendes, La Fabbrica di Olinda, La Miniera di Giove, Il Ponte e, ora, Koinè”, ha dichiarato Marco Gerevini, Consigliere di amministrazione della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.

– foto ufficio stampa FSVGDA –
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Biometano dai rifiuti organici, un nuovo impianto a Montespertoli

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MONTESPERTOLI (FIRENZE) (ITALPRESS) – Nel cuore verde della Toscana, Alia Multiutility inaugura a Montespertoli il nuovo Polo impiantistico di Casa Sartori, realtà destinata a diventare un’eccellenza nazionale nel sistema dell’economia circolare. Con un investimento complessivo di 75 milioni di euro, l’impianto segna un importante passo avanti verso la produzione di energia green grazie alla gestione sostenibile dei rifiuti. A soli due anni dall’apertura del cantiere, Alia festeggia la conclusione dei lavori che, in tempi record, hanno portato alla realizzazione di quattro digestori anaerobici per il trattamento dei rifiuti organici e la produzione di biogas, combustibile che viene poi trasformato in biometano, una fonte totalmente rinnovabile, flessibile, efficiente ed esempio perfetto di economia circolare. Fra i principali interventi realizzati all’interno del sito da Alia Multiutility, anche il revamping e il potenziamento della sezione compostaggio, già attiva a Montespertoli, e la riqualificazione complessiva dell’intera area grazie a un progetto architettonico ad alta sostenibilità che si sposa in pieno con il suggestivo paesaggio del Chianti fiorentino.
Conclusa l’attuale fase di marcia industriale a regime e il successivo collaudo prestazionale, l’impianto potrà trattare fino a 160.000 tonnellate di rifiuti all’anno da raccolte differenziate (145.000 di rifiuti organici e 15.000 di verde), producendo circa 12 milioni di metri cubi di biometano e 35.000 tonnellate di compost. Numeri che permetteranno al polo di Montespertoli di entrare fra i primi cinque in Italia nel trattamento integrato anaerobico-aerobico dei rifiuti organici e di essere considerato come il più importante del suo genere nel Centro Italia. Il territorio della Toscana centrale entra così in una nuova fase: quella dell’autosufficienza nella gestione dei rifiuti organici, con un ruolo da assoluta protagonista nella produzione di energia pulita grazie al biometano e al compost. Questi elementi permetteranno di chiudere la catena dell’economia circolare, un percorso da tempo suggerito dall’Unione Europea e da altri importanti enti ambientali mondiali in ambito di sviluppo sostenibile. In particolare, il biometano rappresenta un importante contributo per ridurre la dipendenza dalle importazioni e per consentire il passaggio da un’economia basata sui carburanti fossili ad una più pulita e sostenibile. Da sottolineare che, durante i lavori di revamping, l’impianto ha continuato a garantire la propria attività consentendo, nonostante la presenza del cantiere, conferimenti per oltre l’80% dei rifiuti organici, limitandone in tal modo l’invio fuori regione.
“L’inaugurazione di questo impianto segna un momento di svolta nella nostra visione industriale. Trasformare i rifiuti in biogas, e quindi in energia green, non è solo una sfida tecnologica, ma un’imperativa necessità ambientale”, commenta Lorenzo Perra, presidente di Alia Multiutility. “Questo impianto, il più grande dell’Italia centrale e fra i primi di tutto il Paese, è un simbolo tangibile del nostro impegno per un futuro sostenibile. Sappiamo bene che, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni, è necessario aumentare la produzione di energia rinnovabile in tutta Europa. In questo senso, oltre al solare e all’eolico, anche il biometano può svolgere un ruolo importante nel processo di decarbonizzazione. Tutto questo lo facciamo nel cuore verde della Toscana con un progetto non solo al top dal punto di vista tecnologico, ma anche di alto livello architettonico, curato nei minimi dettagli, che armonizza in modo suggestivo il Polo di Casa Sartori nel paesaggio del Chianti fiorentino. Ecco perchè il nuovo impianto di Montespertoli è per noi grande motivo di orgoglio e indicazione concreta della strada che Alia Multiutility intende percorrere”.
“Oggi si avvia l’esercizio di un impianto che, all’interno della visione del nostro piano industriale, riveste un valore strategico per l’autosufficienza della Toscana e per la chiusura del ciclo dei rifiuti”, aggiunge Alberto Irace, amministratore delegato di Alia Multiutility. “Il Polo di Montespertoli – aggiunge – rappresenta una risposta concreta alla storica carenza di impianti per gestire la frazione organica dei rifiuti urbani, che in Toscana rappresenta oltre il 40% della raccolta differenziata. Senza considerare che il biometano è una preziosa risorsa energetica rinnovabile, che svolge un ruolo chiave nella decarbonizzazione dei settori energetici e dei trasporti, riducendo in modo netto le emissioni di anidride carbonica”.
-foto ufficio stampa Alia Multiutility –
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Sma, nuove prospettive per il trattamento dei bambini

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ROMA (ITALPRESS) – Ci sono nuove prospettive per il trattamento dei bambini con diagnosi di SMA grazie all’allargamento dei criteri di rimborsabilità della prima terapia genica approvata in Italia. Con l’ok da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) all’estensione di onasemnogene abeparvovec (Zolgensma), prima terapia genica per la SMA, ai bambini con SMA 2 fino a 13.5kg e ai pre-sintomatici con 3 copie del gene SMN2, si aprono ulteriori prospettive di trattamento per la comunità dei piccoli pazienti con atrofia muscolare spinale e delle loro famiglie. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 16 marzo AIFA amplia i criteri di rimborsabilità per onasemnogene abeparvovec, rendendolo disponibile anche per i bambini con SMA di tipo 2, oltre che i pazienti con atrofia muscolare spinale di tipo 1 diagnosticati clinicamente, per i quali il farmaco era stato autorizzato nel 2021. Onasemnogene abeparvovec è la prima terapia genica approvata per il trattamento dell’atrofia muscolare spinale (SMA) che affronta direttamente la causa genetica dellamalattia, sostituendo la funzione del gene SMN1 mancante o non funzionante allo scopo difermare la progressione della malattia con una singola somministrazione endovenosa.
“Novartis è partita dal bisogno importante, medico, di ricercare e sviluppare una risposta ai bisogni delle persone che nascono con questa malattia”, ha detto Roberta Rondena, Country Value & Access Head Novartis, nel corso di una conferenza stampa. “Novartis ha iniziato un ampio piano di studi clinici sulla terapia genica e l’estensione della rimborsabilità della terapia genica per l’atrofia muscolare spinale di tipo 2 da parte di AIFA è un ulteriore passo significativo per i bambini che nascono con una diagnosi di SMA. Un traguardo importante, raggiunto grazie alla collaborazione con Istituzioni, Società Scientifiche e Associazione Pazienti che, auspichiamo, possa essere un modello virtuoso per il futuro. L’impegno di Novartis in questa area terapeutica continuerà per raggiungere sempre più pazienti, contribuendo a ridurre l’impatto della malattia e a garantire una migliore qualità di vita ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”, ha aggiunto.
In Italia nascono ogni anno circa 40-50 bambini con atrofia muscolare spinale, patologia neuromuscolare rara – prima causa di morte genetica infantile – caratterizzata dalla progressiva perdita delle capacità motorie. L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una patologia neuromuscolare rara e grave, oltre che prima causa di morte genetica infantile, caratterizzata dalla progressiva perdita delle capacità motorie, che si verifica quando risulta mancante o difettosa la versione di un gene necessario per produrre una proteina essenziale nota come proteina di “sopravvivenza dei motoneuroni” (SMN). In Italia nascono ogni anno circa 40-50 bambini con atrofia muscolare spinale; proprio la mancanza di proteina SMN, che provoca la morte dei nervi che controllano i muscoli (motoneuroni), rende difficili gesti quotidiani come sedersi e stare in piedi, nei casi più gravi deglutire e respirare.
La SMA è un “continuum di malattia”, con una gamma di sintomi che possono variare nella loro gravità, tanto che si possono classificare diversi tipi di SMA. Tra questi, la SMA tipo 1, i cui sintomi si sviluppano all’età di 6 mesi, e SMA tipo 2, con sintomi che compaiono tra i 6 e i 18 mesi di età, sono le più gravi.
Da oggi, con l’estensione delle indicazioni di rimborsabilità, la prima terapia genica approvata in Italia, onasemnogene abeparvovec, è disponibile anche per i pazienti affetti dall’atrofia muscolare spinale di tipo 2 (SMA2) e per i pazienti presintomatici con 3 copie di SMN2 e fino a 13,5 kg. Ampliando così la platea dei piccoli pazienti che potranno accedere a questo trattamento, in un momento in cui lo screening neonatale, fondamentale per la diagnosi tempestiva della patologia, si sta estendendo in sempre più Regioni italiane. “Accogliamo favorevolmente la notizia dell’ampliamento dell’accesso alla terapia genica che sarà resa disponibile – le parole di Anita Pallara, presidente dell’Associazione FamiglieSMA – per un numero maggiore di bambini affetti da atrofia muscolare spinale. Sappiamo che la terapia genica aumenta la sua efficacia e, quindi, migliora la risposta del paziente quanto prima viene somministrata. Per questo, come Associazione FamiglieSMA ribadiamo l’importanza dello screening neonatale, che deve essere esteso a tutte le regioni in modo da garantire sull’intero territorio nazionale lo stesso diritto alla salute. Accanto allo screening, sottolineiamo anche l’importanza di garantire alle famiglie il necessario accompagnamento nel percorso di cura e nelle successive fasi di follow-up post trattamento, attraverso una presa in carico da parte dei centri specializzati sull’intero territorio nazionale”.
A supporto dell’estensione di rimborsabilità è stato determinante il completamento dello studio di fase III SPR1NT, che ha dimostrato come i piccoli pazienti con tre copie del gene di backup SMN2, trattati in modo pre-sintomatico, abbiano raggiunto traguardi motori appropriati alla loro età, inclusa la capacità di stare in piedi e di camminare. Lo stesso studio conferma, inoltre, l’importanza dello screening neonatale per la SMA, che aumenta in modo significativo la probabilità di identificare i pazienti affetti dalla patologia quando sono pre-sintomatici, con un impatto significativo sui potenziali esiti terapeutici. Rendendo possibile somministrare, nei primi giorni di vita, la terapia al 95% di bambini che avrebbero sviluppato, a causa della mutazione genetica, le forme più gravi della patologia (fenotipi SMA1 – SMA2). “La somministrazione precoce di questo trattamento innovativo consente di ottenere risultati migliori per arrestare la progressione della malattia: la diagnosi prenatale, aumentando la probabilità di identificare i pazienti affetti dalla patologia quando sono pre-sintomatici, svolge una parte importante concorrendo ai potenziali esiti terapeutici – ha commentato Marika Pane, direttore clinico del Centro Nemo pediatrico di Roma e professore associato di neuropsichiatria Infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma -. Bisogna, quindi, tenere conto del fatto che la degenerazione dei motoneuroni inizia prima della nascita, si intensifica rapidamente e che il processo non può essere invertito. L’aspetto innovativo di questo trattamento è che interviene direttamente sul difetto genetico con un’unica somministrazione; quindi, è effettuato una sola volta nella vita. In base agli studi clinici a disposizione, il trattamento precoce consente di ottenere nei piccoli pazienti tappe di sviluppo motorie che si avvicinano a quelle dei coetanei sani, come il controllo della testa e la capacità di sedersi senza supporto, senza il bisogno di ricorrere a supporti ventilatori che normalmente la storia della malattia prevede”.
Onasemnogene abeparvovec aveva già ottenuto l’approvazione alla rimborsabilità in Italia nel marzo 2021 come prima terapia genica, a somministrazione unica, per l’atrofia muscolare spinale di tipo 1 (SMA1) concepita per affrontare direttamente la causa genetica della malattia, sostituendo la funzione del gene SMN1 mancante o non funzionante allo scopo di fermare la progressione della malattia con una singola somministrazione endovenosa.
Proprio con l’avvento della terapia genica, la comunità dei pazienti SMA e delle loro famiglie ha visto cambiare la storia naturale della malattia. Come provano i dati sull’impiego di onasemnogene abeparvovec nella normale pratica clinica in Italia (Real World Evidence, RWE, evidenza nel mondo reale), a conferma che quanto riportato dagli studi clinici internazionali si traduce in effettivo beneficio per i pazienti trattati nel nostro paese, dove sono già stati coinvolti circa 125 bambini.

– Foto f04/Italpress –

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Mobilità sostenibile, a Rimini IBE e Intermobility Future Ways

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ROMA (ITALPRESS) – IBE Intermobility and Bus Expo, l’appuntamento biennale di IEG Italian Exhibition Group di riferimento il mondo del trasporto collettivo e delle filiere industriali connesse, torna alla Fiera di Rimini dal 19 al 21 novembre.
La manifestazione, giunta alla sua 11° edizione, è stata presentata il 23 aprile a Roma.
In una nuova veste congressuale ed espositiva, sarà arricchita da “Intermobility future ways”, il 1° Forum Nazionale della Mobilità Sostenibile Condivisa in cui verranno affidate le sfide della mobilità futura delle persone. Una tre giorni di eventi, approfondimenti ed esposizioni sviluppata in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e con il supporto tecnico dell’Osservatorio Nazionale della sharing mobility e di Euromobility.
“L’industria del trasporto collettivo e condiviso è in forte accelerazione, in cerca di sinergie e nuovi modelli organizzativi che la sostenibilità richiede con urgenza. Un vero e proprio ecosistema allargato della mobilità si sta affermando, nevralgico per lo sviluppo del Paese – afferma Maurizio Renzo Ermeti, Presidente IEG Italian Exhibition Group -. Anche l’industria delle fiere, in rapida evoluzione, è attraversata da queste dinamiche. Con IBE, IEG affianca i protagonisti del cambiamento, grazie all’unicità del proprio modello di business in cui ci proponiamo come Community catalyst & creator”.
La distinzione fra trasporto privato e trasporto pubblico è ormai superata, anche grazie alle tecnologie digitali e si sta evolvendo sempre più in un modello di mobilità condivisa sostenibile, in cui il cittadino possa selezionare la modalità di spostamento più adeguata caso per caso, da un ventaglio di possibilità accessibili e a basse emissioni.
In un mondo in costante cambiamento, dove i veicoli si adattano alle nuove fonti di energia e la sostenibilità è una priorità, IBE Intermobility and Bus Expo rappresenta un crocevia dove convergono idee e innovazione per l’intermobilità collettiva condivisa, un punto d’incontro tra il settore dei viaggi a lunga percorrenza, quello del trasporto pubblico locale.
Al suo interno, non solo trovano spazio le aziende della filiera industriale dei veicoli, ma anche gli attori delle nuove filiere che stanno plasmando il panorama del nuovo trasporto collettivo. Una manifestazione che si pone come catalizzatore per progettare un nuovo sistema di mobilità, in linea con gli obiettivi ambiziosi della Next Generation EU per la transizione energetica, e che evidenzia la necessità di un approccio integrato e inclusivo tra tutti gli attori coinvolti nel processo di trasformazione del settore. Grazie alle nuove tecnologie e alla transizione energetica, si mira a raggiungere un modello condiviso, connesso e a basse emissioni, in cui i cittadini e gli utenti possano avere a disposizione un ventaglio efficiente di soluzioni e servizi di mobilità.
“Gli appuntamenti di IBE consentiranno non solo di avere una visione d’insieme su un quadro complesso in cui il trasporto condiviso si candida come fattore di integrazione, crescita e sviluppo, ma soprattutto di raccogliere diversi “insight” su mondi diversi già oggi convergenti e sui nodi più delicati del cambiamento, con un respiro internazionale, a disposizione degli stakeholder e dei decisori politici a tutti i livelli di governo.
IBE24 giunge alla sua fase più matura in un momento di grande effervescenza del settore dei trasporti con una nuova formula grazie a Intermobility future ways, il Forum dedicato alla mobilità sostenibile condivisa, sviluppato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – spiega
Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director, Green & Technology Division, IEG Italian Exhibition Group -. L’obiettivo è quello di dotare la Community del trasporto collettivo di strumenti di approfondimento sempre adeguati e occasioni di confronto utili per interpretare tempestivamente ii trend emergenti di un settore dove nuove filiere green, digitalizzazione e transizione energetica giocano un ruolo chiave per rispondere alla nuova domanda di mobilità”.
Obiettivo di “Intermobility future ways” è di comprendere e condividere lo stato attuale, le tendenze evolutive e i principali fattori di cambiamento che riguardano la mobilità sostenibile e condivisa, nell’ambito dell’innovazione derivante dalla transizione verso un’economia verde e digitale che accelera la richiesta di nuovi bisogni di mobilità di modelli organizzativi e la definizione di nuovi servizi, modalità e mezzi di trasporto. E’ un’occasione di incontro, condivisione e confronto per aziende, amministratori locali e professionisti del settore della mobilità urbana ed extraurbana condivisa con l’intento principale di creare un ecosistema basato sul Mobility as a Service (MaaS) in cui emergano soluzioni innovative, nuovi modelli e una rete di relazioni significative.
“Non esisteva ancora in Italia un riferimento univoco che offrisse in un’unica sede e con un’unica fonte scientifica una panoramica omnicomprensiva della mobilità condivisa sostenibile, con i dati più aggiornati per ogni tipologia di servizio, la visibilità sulle best practice ed una visione comune fra decisori, aziende pubbliche e operatori privati – afferma Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile -. Finalmente, anche grazie alle nuove tecnologie, i settori del trasporto pubblico, del trasporto ferroviario, delle autolinee, della sharing mobility e del Mobility as a service possono essere considerati come alleati e formare un unico ventaglio di soluzioni a disposizione dei cittadini, con vantaggi ambientali per l’intero sistema Paese. Il Forum di Rimini è il punto d’incontro ideale per questo nuovo modello di mobilità e con una certa emozione la nostra Fondazione sta collaborando per presentare nel Forum il Primo Rapporto Nazionale sulla mobilità sostenibile condivisa”.
Per sostenere questa visione di mobilità del futuro e comprendere le dinamiche in atto in un settore che sta attraversando una profonda mutazione, è stata lanciata da IBE l’Intermobility Community, una piattaforma che riunisce esperti, istituzioni, imprese e enti intermedi per promuovere i temi della mobilità futura, condividendo idee, buone pratiche e proponendo alleanze utili.
Il programma di “Intermobility future ways” vedrà: nel primo giorno una sessione plenaria di apertura, con la presentazione del Rapporto Intermobility future ways, nuova fonte di dati aggiornati su trasporto pubblico locale, ferrovie, autolinee, taxi, Ncc, sharing mobility, MaaS, e del loro contributo determinante alla transizione ecologica del Paese. Nel secondo giorno la Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, giunta quest’anno alla sua 8^ edizione, durante la quale sarà presentato il Rapporto Nazionale della Sharing Mobility, con i dati che includono numero di noleggi, chilometri percorsi, veicoli in flotta e servizi attivi e che offrono una panoramica dell’offerta e della domanda nel settore, consentendo di monitorare l’evoluzione nel tempo e le tendenze emergenti. Nel terzo giorno MobyDixit, l’evento annuale di Euromobility che ospiterà la 24a Conferenza sul Mobility Management e la 8^ Conferenza PUMS che riunisce i mobility manager di moltissime imprese italiane, ma anche di scuole, ospedali, amministrazioni che si prendono cura degli spostamenti casa-lavoro dei propri dipendenti e fa il punto sull’elaborazione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, con cui le città italiane progettano la mobilità del futuro decarbonizzata e accessibile.
Tutto il programma di “Intermobility future ways” mantiene i fari puntati sui temi dell’efficienza energetica, sul trasporto pubblico locale, le nuove tecnologie digitali e lo sviluppo del MaaS, con attenzione ai nuovi attori della mobilità.
Fortemente orientato a favorire il progresso della mobilità e focalizzato sull’innovazione anche il programma di attività di IBE – Intermobility and Bus Expo sviluppato grazie alla collaborazione tra ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) e la divisione Green&Tech di IEG Italian Exhibition Group all’interno dell’Innovation District.
Innovazione che si concretizzerà in una prestigiosa area espositiva situata sotto la cupola “Lorenzo Cagnoni” dedicata alle start-up e scale-up vincitrici della call che IBE 24 lancerà nei prossimi mesi e al seguito della quale una giuria composta da esperti selezionati dalla rete di partner dell’iniziativa e da organismi nazionali e internazionali valuterà i progetti presentati. Sono stati inoltre istituiti, per la prima volta ad IBE, il Premio “Start-up Innovativa” riservato alle start-up che si distinguono per progetti altamente innovativi nel campo della mobilità collettiva sostenibile e il Premio Innovazione “Lorenzo Cagnoni” dedicato alla memoria dello scomparso presidente di IEG riservato alle aziende espositrici per i tre progetti più all’avanguardia valutati dalla stessa giuria di esperti.
Per Andrea Gibelli, Presidente ASSTRA – Associazione Trasporti, “l’adozione delle tecnologie legate alla transizione energetica e digitale del Trasporto Pubblico sta generando importanti impatti sulle aziende, relativi all’organizzazione, ai processi produttivi, ai costi e soprattutto al lavoro. Per questa ragione, in occasione del nostro recente Convegno Nazionale, abbiamo concentrato il focus sull’IA, come nuova infrastruttura tecnologica e sui costi relativi alla gestione di flotte autobus a emissioni zero. Abbiamo inoltre fornito alle aziende e ai nostri interlocutori, diversi spunti di riflessione, dati, e un simulatore degli scenari relativi ai piani d’investimento. Il TPL è, e sarà, la forma principale di mobilità sostenibile; ma per un reale salto di qualità servono all’anno: 700 milioni per l’adeguamento del Fondo Nazionale Trasporti all’inflazione pregressa; 900 milioni -come proposto dai sindacati- per il rinnovo del contratto; 300 milioni per coprire i costi di esercizio finalizzati al raggiungimento degli obiettivi ambientali imposti dalla UE. Per gli investimenti poi, relativi al rinnovo delle flotte autobus, servono circa 700 milioni di euro annui per i prossimi quindici anni”.
“Il turismo su gomma si propone come il punto di snodo tra TPL urbano e connessioni delle nostre Città metropolitane e d’arte verso le aree interne, di grande pregio e attrazione soprattutto agli occhi del turismo ‘incoming’ – spiega Enrico Ceccarelli, Componente Giunta ANBTI- Confcommercio -. Patrimonio naturale, artistico eno-gastronomico sono tutti asset unici difficilmente replicabili ed in questo senso il ruolo dei Bus Turistici italiani rappresenta un unicum nel panorama di offerte del nostro Paese. Se i servizi di TPL, turismo su bus e leisure sul medio e lungo raggio sono sinergici, l’intermobilità prende forma. ANBTI – Confcommercio rappresenta i Bus Turistici, “Le ruote del Turismo” che trasportano ogni anno oltre 150 milioni di passeggeri, offrendo un servizio a 360 gradi e non paragonabile ad altri mezzi di trasporto”.

– Foto ufficio stampa IBE (Intermobility and Bus Expo) 2024 –

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