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Mattarella “Gli italiani chiedono giustizia trasparente ed efficiente”

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ROMA (ITALPRESS) – “Nella logica criminale dei suoi assassini, Bachelet rappresentava le istituzioni che contrastavano con determinazione la violenza terroristica utilizzando solo gli strumenti costituzionali e, insieme, esprimeva un profondo senso della comunità e della coesione sociale. Questi due elementi – la Costituzione e il senso di comunità per la coesione sociale – hanno sempre sconfitto i tentativi di lacerazione della società e di disarticolazione delle sue istituzioni”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia di intitolazione della sede del Csm alla memoria di Vittorio Bachelet.
“Anche con riferimento a questi valori – richiamati dalla figura di Vittorio Bachelet – il CSM è chiamato all’impegno di contribuire ad assicurare la massima credibilità alla magistratura, con decisioni sempre assunte con senso delle istituzioni. I nostri concittadini chiedono una giustizia trasparente ed efficiente”, prosegue Mattarella.
“Al CSM la Costituzione affida il compito di dare concretezza all’indipendenza della giurisdizione, come valore irrinunciabile della nostra democrazia. Proprio per questo, il ruolo che si assume quali componenti del Consiglio rappresenta una funzione di garanzia e, in ogni momento, di grande responsabilità per l’equilibrio fra i poteri costituzionali – spiega il capo dello Stato -. I componenti del CSM si distinguono soltanto per la loro “provenienza”. Hanno le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività consiliare e sono chiamati a svolgere il loro mandato senza doversi preoccupare di ricercare consenso per sè o per altri soggetti – prosegue Mattarella -. Laici e togati interpretano – con doverosa piena indipendenza da ogni vincolo – un ruolo fondamentale nel funzionamento del nostro sistema, sempre seguendo, quindi, il dettato costituzionale. In questa prospettiva sorregge il riferimento alla forza d’animo e al coraggio che contraddistinsero l’azione di Vittorio Bachelet, al fine di superare divisioni e contrapposizioni pregiudiziali, facendo prevalere sempre la ricerca dell’interesse generale”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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In Italia in calo propensione imprenditoriale e avvio di nuove imprese

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia si posiziona al 36º posto nel ranking mondiale per quanto riguarda la propensione imprenditoriale del Paese; negli ultimi dieci anni, si è registrata un’importante riduzione della tendenza ad avviare nuove imprese e nel comparto manifatturiero il calo è ancora più significativo: nel 2023, infatti, il livello di attività imprenditoriale era pari al 60% rispetto a quello registrato nel 2010. E’ quanto emerge dal Rapporto GEM Italia 2023- 2024 presentato oggi da Universitas Mercatorum – l’Università delle Camere di Commercio Italiane del Gruppo Multiversity – a Roma presso la Sala Longhi di Unioncamere.
L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, professionisti accademici e del mondo economico, tra i quali, in particolare: Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere, Amedeo Teti, Capo Dipartimento Politiche per le Imprese (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), Giovanni Cannata, Magnifico Rettore Universitas Mercatorum, Alessandra Micozzi, Professoressa Ordinaria di Economia Applicata e Preside della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Universitas Mercatorum, Donato lacobucci, Professore Ordinario di Economia Applicata Università Politecnica delle Marche, Giorgio De Rita, Segretario Generale Censis, Claudio Gagliardi, Vice Segretario Generale Area Formazione e Politiche Attive del Lavoro Unioncamere, Stefano Scarpetta, Direttore por l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali OCSE, Donatella Visconti, Consigliere Indipendente Monte dei Paschi di Siena, Gaetano Fausto Esposito, Direttore Centro Studi G. Tagliacarne e Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato Invitalia.
Negli anni, il GEM (Global Entrepreneurship Monitor) è divenuto il principale strumento di studio dell’attività imprenditoriale a livello mondiale. L’indagine, relativa al 2023, ha interessato 46 paesi con interviste dirette ad oltre 100 mila individui e, in Italia, ha coinvolto 2000 persone nel corso del 2023. Il report, ideato per fornire una panoramica approfondita della situazione imprenditoriale italiana, evidenzia sfide e opportunità attuali e future con l’obiettivo di promuovere una maggiore attività imprenditoriale nel Paese.
Il GEM è riconosciuto come la più autorevole indagine a livello globale sull’imprenditorialità ed è considerato un punto di riferimento per la ricerca accademica e i policy maker.
“Il Rapporto GEM è stato realizzato da Universitas Mercatorum che ha deciso di dare il proprio contributo scientifico e sociale supportando interamente l’indagine nazionale che ha consentito di approfondire i fattori che incentivano e quelli che ostacolano la formazione di nuove imprese nel nostro Paese, tema che sta a cuore alla nostra Università”, ha dichiarato Giovanni Cannata, Rettore dell’Universitas Mercatorum.
“Purtroppo in Italia le imprese giovanili – ha sottolineato il Segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli – si sono ridotte di oltre 40.000 unità negli ultimi dieci anni con perdite in tutti i settori tranne nei servizi principalmente in quelli innovativi. Infatti, soprattutto negli ultimi anni il numero di start up innovative è più che raddoppiato (circa 15.000 unità) crescendo soprattutto nei settori a più alta intensità di tecnologia e innovazione”.
“Malgrado la ripresa degli ultimi anni, l’indagine GEM mostra un dato allarmante: l’Italia rimane fra i paesi a più bassa propensione imprenditoriale e tra quelli nei quali è più ampio il gap fra la propensione imprenditoriale della popolazione e l’effettiva attivazione di nuove imprese”, ha commentato Alessandra Micozzi, Professoressa Ordinaria di Economia Applicata e Preside della Facoltà di Scienze della Società e della Comunicazione Universitas Mercatorum. “A spiegare il gap tra propensione e attivazione vi sono sia fattori soggettivi, come la minore propensione al rischio, sia fattori di contesto, come la carenza di opportunità, le difficoltà regolamentari e normative. Un dato molto interessante, segnalato dagli esperti, è il ritardo dell’Italia nella formazione all’imprenditorialità. Dal punto di vista accademico e politico, ciò ci spinge a una riflessione importante: è fondamentale incorporare all’interno del sistema di istruzione la formazione all’imprenditorialità. Su questo ambito, la nostra Università attiverà a giugno il Contamination Lab, un programma di alta formazione all’imprenditorialità aperto a studenti, dottorandi e assegnisti”.
Il rapporto GEM Italia evidenzia segnali di ripresa negli ultimi anni, soprattutto dopo il periodo di crisi economica causato dalla pandemia. Il TEA (Total Early Stage Entrepreneurial Activity), principale indicatore di attività imprenditoriale, è infatti aumentato dal 2% nel 2020 all’8% nel 2023, confermando una ripresa post-Covid. Un elemento significativo emerso dalla ricerca è anche l’importanza dell’istruzione nell’incentivare la managerialità, con una maggiore propensione tra i laureati (in Italia il TEA relativo ai laureati è superiore al 10% contro il TEA relativo ai non laureati che è di poco superiore al 5%): in questo senso, la bassa percentuale di giovani con una laurea spiega la poca propensione ad avviare nuove aziende e avere spirito imprenditoriale.
Anche il genere rappresenta un metro di paragone con gli altri paesi: la differenza tra uomini e donne è particolarmente significativa nell’attività imprenditoriale ed è più elevata nel nostro Paese rispetto alla media di altre nazioni. Il rapporto è infatti pari al 40% nel caso delle imprese già avviate, mentre sale al 60% se si considerano le persone che stanno avviando un’attività. In linea con la maggior parte delle economie avanzate, anche in Italia i tassi di attivazione imprenditoriale sono significativamente più alti per gli uomini rispetto alle donne.

– Foto ufficio stampa Universitas Mercatorum –

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Piano Neve 2023/24 dell’Anas, oltre 12.000 interventi in tutta Italia

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ROMA (ITALPRESS) – Si è concluso oggi il piano neve che Anas, società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane, ha messo in atto, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, durante la stagione invernale 2023 – 2024, per fronteggiare le emergenze meteo, garantendo la sicurezza e la transitabilità di tutta la sua rete stradale.
“In questi mesi – ha spiegato l’Amministratore Delegato di Anas Aldo Isi – abbiamo messo in campo un presidio h24 della rete stradale che ci ha permesso di intervenire tempestivamente in caso di precipitazioni nevose e maltempo garantendo al contempo l’accessibilità e la sicurezza degli automobilisti. Un risultato possibile grazie all’impegno di oltre 1400 persone, al servizio del territorio”.
Tra le misure messe in atto, l’obbligo per i veicoli a motore di essere muniti di pneumatici invernali o catene a bordo, e la prescrizione attraverso ordinanze, di limitazioni al traffico in caso di condizioni meteo particolarmente avverse.
Nel dettaglio, sono stati realizzati 11.034 interventi preventivi di spargimento sale per contrastare fenomeni di gelicidio e 1.118 interventi di sgombro della neve dal piano viabile. Le operazioni hanno impegnato 1.400 risorse interne e 670 mezzi Anas (di questi, 97 turbine fresa-neve) oltre a 1600 mezzi di operatori esterni, di cui 14 turbine fresa-neve.
Le strade in gestione che hanno richiesto più interventi, almeno 100 nella stagione invernale 23/24, sono state:
A2 Autostrada Del Mediterraneo; Statale 3bis Tiberina; Statale 3 via Flaminia; Statale 4 via Salaria; Statale 12 dell’Abetone e del Brennero; Statale 13 Pontebbana; Statale 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico; Statale 24 del Monginevro; Statale 27 del Gran San Bernardo; Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga; Statale 39 del Passo di Aprica; Statale 51 di Alemagna; Statale 52 e 52bis Carnica; Statale 73 Bis di Bocca Trabaria; Statale 83 Marsicana; Statale 85 Venafrana; Statale 87 Sannitica; Statale 107 Silana Crotonese; Statale 108bis Silana di Cariati; Statale 177 Silana di Rossano; Statale 470 della Valle Brembana e del Passo San Marco; Statale 650 di Fondo Valle Trigno; Statale 654 di Val Nure; Statale 660 di Acri; Statale 696 del Parco Regionale Sirente – Velino.
Per la sicurezza dei viaggiatori, infine, tutte le informazioni relative alle condizioni meteo e di viabilità, insieme all’indicazione di interruzioni ed itinerari alternativi sono state veicolate attraverso i canali istituzionali e social di Anas.

– Foto Anas –

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Ismett, 3 parti in meno di 3 settimane con la circolazione extracorporea

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PALERMO (ITALPRESS) – Si chiamano Ariel, Giuseppe e Giorgia e sono tre bellissimi bambini tutti e tre nati presso la sala operatoria di ISMETT-UPMC, a Palermo. Sono tre le donne che nelle ultime tre settimane hanno partorito presso l’Istituto Mediterraneo grazie alla piena collaborazione con i ginecologi dell’ARNAS Civico e alla necessità dell’utilizzo di una macchina cuore-polmone.
Tre casi molto particolari che si sono susseguiti nel giro di pochi giorni. Le pazienti erano già note e seguite per patologie pregresse dal team di Cardiologia – e in un caso da quello di Pneumologia – di ISMETT. Tutte e tre le donne erano affette, infatti, da cardiopatie (una cardiopatia ipertrofica nel primo caso, una disfuzione aortica ed una cardiopatia associata ad ipertensione polmonare negli altri due casi, ndr) che per motivi differenti rappresentavano un rischio sia per la mamma che per il nascituro.
A causa delle loro condizioni di salute, dunque, le tre donne non avrebbero potuto portare a termine la loro gravidanza senza il circuito di collaborazione avviato da tempo fra ISMETT ed i reparti di Ginecologia e Neonatologia di ARNAS Civico. La presenza in ISMETT di un servizio di Cardiologia – Pneumologia esperto nella gestione di pazienti con grave malattia d’organo e di un servizio di terapia intensiva abituato al quotidiano uso dell’ECMO e la presenza al Civico di un servizio di ginecologia e neonatologa esperti nella gestione di gravidanze a rischio stati fondamentali, dunque, per minimizzare i rischi durante tutto il periodo di gestazione fino al parto.
Il parto – un cesareo programmato – è avvenuto poi presso ISMETT e tutte e tre le pazienti hanno partorito in stand by ECMO, ovvero grazie all’utilizzo veno-arterioso, una macchina cuore-polmone che consente di ossigenare il sangue, rimuovere l’anidride carbonica e fungere da pompa cardiaca in sostituzione del cuore.
La complessa procedura ha visto coinvolti sei team di specialisti: gli anestesisti, il team di cardiologi, cardiochirurghi, pneumologi di ISMETT, ostetrici e neonatologi dell’ARNAS Civico. “Si è trattato di tre casi molto particolari – spiega la dottoressa Maria Scarlata, anestesista presso ISMETT che ha seguito in prima persona i tre parti -. Erano tre gravidanze molto difficili perchè le tre mamme avevano pregressi motivi di salute. In tutti e tre i casi l’utilizzo dell’ECMO, la cosiddetta macchina cuore polmone, ha permesso alle nostre pazienti di partorire in totale sicurezza, riducendo i rischi legati al parto”.
Sia le mamme che i bambini stanno bene e sono stati trasferiti presso il reparto di Ginecologia dell’ARNAS Civico a 24 ore dal parto. “La collaborazione clinica con ISMETT – sottolinea Antonio Maiorana, primario del reparto di Ginecologia di ARNAS Civico – ha consentito donne con patologie clinicamente molto complesse di realizzare il loro sogno di diventare mamme. Il monitoraggio intensivo della gravidanza fin dalle prime settimane di gestazione presso gli ambulatori di gravidanza a rischio e di diagnosi prenatale, la disponibilità e l’applicazione di tecnologie all’avanguardia e di protocolli di gestione clinica innovativi, la meticolosa e collaudata organizzazione multidisciplinare tra i vari professionisti ha permesso di raggiungere traguardi prima impensabili e che risultano davvero incoraggianti dal punto di vista professionale ed emozionanti dal punto di vista squisitamente umano”.

– Foto Ismett –

(ITALPRESS).