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Marie Claire Petrillo, dal campetto di Lapio alla Nazionale Italiana: la favola della giovane calciatrice irpina

Marie Claire Petrillo, dal campetto di Lapio alla Nazionale Italiana: la favola della giovane calciatrice irpina

Sono diventati realtà i sogni della 16enne calciatrice irpina Marie Claire Petrillo che è stata convocata dalla nazionale italiana under 17.

Marie Claire è una ragazza determinata, ambiziosa ma umile. L’atleta gioca nel Sassuolo, nel campionato giovanile femminile di serie A.

Marie Claire ha mosso i primi passi nel campetto del suo paese, Lapio, per poi spiccare il volo prima verso la squadra del Napoli femminile e poi a Sassuolo.

Gioca con il numero 10 sulle spalle, come il suo idolo Alex Del Piero. “Da piccola staccavo la testa alle Barbie e ci palleggiavo, poi un giorno sono andata a giocare al campetto del mio paese.

Rossano De Iorio, un allenatore e talent scout di Lapio, mi ha notato ed ha convinto mio padre a farmi iscrivere ad una scuola calcio.

Da quel momento è partito tutto. Ora sogno di giocare nella Juventus. Intanto mi alleno e studio, facendo tanti sacrifici. ringrazio i miei genitori che mi sostengono sempre”

Servizio di Enzo Costanza #CiVuoleCostanza

Cucinotta, tour irpino tra teatro e caciocavalli

Maria Grazia Cucinotta ad Avellino e Cairano ricordando Troisi: “Felice di tornare a teatro qui in Irpinia”

Maria Grazia Cucinotta è tornata in Irpinia con il suo nuovo spettacolo teatrale al multisala Partenio, dove ha  presenziato anche alla proiezione del film “Il Postino” con Massimo Troisi, che l’ha vista come protagonista.

L’attrice siciliana ieri è stata in visita anche nel meraviglioso borgo di Cairano dove ha pranzato. La Cucinotta è stata rapita  dalla bellezza del piccolo paese.

Ha fatto il giro dei social la sua foto in una cantina tipica cairanese, tra caciocavalli e botti di vino irpino.

Al multisala Partenio ha parlato della sua esperienza indimenticabile del film con Massimo Troisi. “Che questa serata teatrale ad Avellino rappresenti una rinascita per il cinema e il teatro dopo la pandemia” ha dichiarato l’attrice.

L’evento è stato organizzato dall’associazione “Zia Lidia social club”.

Poi ha raggiunto il teatro dove è stata protagonista dello spettacolo “Figlie di Eva” con Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi.

Servizio di Enzo Costanza  #CiVuoleCostanza

Avellino: il clochard libico che dormiva sui marciapiedi trova finalmente un tetto e il sorriso

Avellino: il clochard libico che dormiva sui marciapiedi trova finalmente un tetto e il sorriso

Dopo le segnalazioni di molti cittadini abbiamo incontrato Ramì, il ragazzo proveniente dalla Libia che da due settimane dormiva su un marciapiedi di via Fricchione ad Avellino. Ramì è ferito ad una gamba e non ha documenti.

I residenti in questi giorni lo hanno aiutato, portandogli pasti caldi e indumenti. Anche la Caritas si è messa a disposizione per dargli una mano ma finora il ragazzo non aveva accettato l’aiuto. Enzo Costanza ,dopo averlo incontrato in serata, è riuscito a convincerlo a non rimanere altre notti al freddo e sotto la pioggia. Abbiamo allertato la Polizia che è intervenuta prontamente e con grande tatto ha accompagnato il ragazzo in questura per accertamenti e poi lo porterà probabilmente alla Caritas , dove finalmente Ramì potrà fare una doccia, mangiare e  dormire .

Ringraziamo le forze dell’ordine, in particolare la Polizia,  le altre testate giornalistiche che si sono interessate della vicenda, la Caritas e gli avellinesi per la loro grande solidarietà.

Caposele, da 40 anni vive nei prefabbricati del terremoto del 1980 tra rifiuti tossici e topi: “Vorrei una casa dignitosa”

Caposele (AV), la terribile storia della signora Rosa, vedova da 9 anni, che dal 1981 vive nei prefabbricati costruiti dopo il sisma del 1980 a Caposele.

Nella sua stessa condizione anche altre famiglie, sia di italiani che di extracomunitari, che nel corso degli anni hanno preso possesso dei prefabbricati. Sono strutture fatiscenti, con lana vetro e amianto nei tetti, umidità, topi e con rifiuti tossici abbandonati nei dintorni.

Ci sono 2 “villaggi” di prefabbricati leggeri, uno nella zona Duomo e l’altro in località Santa Caterina, in cui abitano decine di persone. Le condizioni di vivibilità di queste strutture sono inumane. Prefabbricati fatiscenti pieni di sostanze tossiche, come lana vetro presente nei muri ed eternit nei tetti. Molte famiglie li hanno parzialmente ristrutturati ma le condizioni generali sono comunque critiche.

“Le fogne sono maleodoranti, ci vivo con la mia famiglia ma intorno le condizioni igieniche sono pessime”: questa è la testimonianza di un signore di origini venezuelane che abita da anni in un altro prefabbricato sempre in zona Duomo. Nel villaggio di santa Caterina invece altri abitanti si “accontentano” di queste baracche.

“Li abbiamo aggiustati, ci stiamo discretamente con le nostre famiglie, siamo anche in quarantena, bisogna andare avanti, meglio questo che niente”: queste le parole di alcuni residenti. Resta il fatto che queste abitazioni si trovano in mezzo a sterpaglie ed erbacce, tra insetti e topi, tra rifiuti vari e in essi vivono anche bambini e anziani con problemi di salute. Abbiamo contattato anche il sindaco di Caposele Lorenzo Melillo per un’intervista. Gli abbiamo mandato anche le foto dei rifiuti lasciati a cielo aperto. Il primo cittadino ieri ci aveva promesso l’intervista telefonica per oggi ma purtroppo non ha più risposto alle nostre telefonate ed ai messaggi. Attendiamo le sue dichiarazioni.

Ci rendiamo conto del momento difficile , dell’emergenza Covid e del fatto che quello dei prefabbricati è un problema ormai atavico, ma di sicuro non si può vivere in queste condizioni in quei villaggi.Intanto vi mostriamo il servizio di Enzo Costanza.