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Avellino: il clochard libico che dormiva sui marciapiedi trova finalmente un tetto e il sorriso

Avellino: il clochard libico che dormiva sui marciapiedi trova finalmente un tetto e il sorriso

Dopo le segnalazioni di molti cittadini abbiamo incontrato Ramì, il ragazzo proveniente dalla Libia che da due settimane dormiva su un marciapiedi di via Fricchione ad Avellino. Ramì è ferito ad una gamba e non ha documenti.

I residenti in questi giorni lo hanno aiutato, portandogli pasti caldi e indumenti. Anche la Caritas si è messa a disposizione per dargli una mano ma finora il ragazzo non aveva accettato l’aiuto. Enzo Costanza ,dopo averlo incontrato in serata, è riuscito a convincerlo a non rimanere altre notti al freddo e sotto la pioggia. Abbiamo allertato la Polizia che è intervenuta prontamente e con grande tatto ha accompagnato il ragazzo in questura per accertamenti e poi lo porterà probabilmente alla Caritas , dove finalmente Ramì potrà fare una doccia, mangiare e  dormire .

Ringraziamo le forze dell’ordine, in particolare la Polizia,  le altre testate giornalistiche che si sono interessate della vicenda, la Caritas e gli avellinesi per la loro grande solidarietà.

Caposele, da 40 anni vive nei prefabbricati del terremoto del 1980 tra rifiuti tossici e topi: “Vorrei una casa dignitosa”

Caposele (AV), la terribile storia della signora Rosa, vedova da 9 anni, che dal 1981 vive nei prefabbricati costruiti dopo il sisma del 1980 a Caposele.

Nella sua stessa condizione anche altre famiglie, sia di italiani che di extracomunitari, che nel corso degli anni hanno preso possesso dei prefabbricati. Sono strutture fatiscenti, con lana vetro e amianto nei tetti, umidità, topi e con rifiuti tossici abbandonati nei dintorni.

Ci sono 2 “villaggi” di prefabbricati leggeri, uno nella zona Duomo e l’altro in località Santa Caterina, in cui abitano decine di persone. Le condizioni di vivibilità di queste strutture sono inumane. Prefabbricati fatiscenti pieni di sostanze tossiche, come lana vetro presente nei muri ed eternit nei tetti. Molte famiglie li hanno parzialmente ristrutturati ma le condizioni generali sono comunque critiche.

“Le fogne sono maleodoranti, ci vivo con la mia famiglia ma intorno le condizioni igieniche sono pessime”: questa è la testimonianza di un signore di origini venezuelane che abita da anni in un altro prefabbricato sempre in zona Duomo. Nel villaggio di santa Caterina invece altri abitanti si “accontentano” di queste baracche.

“Li abbiamo aggiustati, ci stiamo discretamente con le nostre famiglie, siamo anche in quarantena, bisogna andare avanti, meglio questo che niente”: queste le parole di alcuni residenti. Resta il fatto che queste abitazioni si trovano in mezzo a sterpaglie ed erbacce, tra insetti e topi, tra rifiuti vari e in essi vivono anche bambini e anziani con problemi di salute. Abbiamo contattato anche il sindaco di Caposele Lorenzo Melillo per un’intervista. Gli abbiamo mandato anche le foto dei rifiuti lasciati a cielo aperto. Il primo cittadino ieri ci aveva promesso l’intervista telefonica per oggi ma purtroppo non ha più risposto alle nostre telefonate ed ai messaggi. Attendiamo le sue dichiarazioni.

Ci rendiamo conto del momento difficile , dell’emergenza Covid e del fatto che quello dei prefabbricati è un problema ormai atavico, ma di sicuro non si può vivere in queste condizioni in quei villaggi.Intanto vi mostriamo il servizio di Enzo Costanza.

Luciano,il senzatetto avellinese ucciso dalla malapolitica. La procura  indaga per omicidio colposo

La storia di Luciano Romagnuolo e tutte le sue disperate richieste d’aiuto in video rimaste inascoltate. L’attesa infinita per una casa in affitto che gli spettava e che non gli è mai stata assegnata. Un uomo ucciso dalla “malapolitica”. Ora indaga la Procura per omicidio colposo

Non era un invisibile Luciano, lo conoscevano tutti ma per la “malapolitica” era un signor nessuno, materiale umano senza valore. Ho incontrato Luciano Romagnuolo per la prima volta quattro mesi fa, un senzatetto che dormiva nella sala aspetto del pronto soccorso di Avellino. Da allora mi sono preso cura di lui, non indossando solo i panni di giornalista ma ragionando e agendo con il cuore perché di fronte avevo un uomo in difficoltà, una persona con tante problematiche ma bisognoso di essere ascoltato, di sentirsi considerato.

Si è creata subito empatia, per me era un amico da aiutare. 4 mesi vissuti accanto a lui, tante telefonate, incontri, speranze , lotte con la burocrazia e l’inefficienza della cosiddetta “rete” dell’inclusione sociale. 4 mesi di appelli disperati del povero Luciano, documentati nei miei servizi, inascoltati dalla “Casta”, Tanta la solidarietà da parte degli irpini che si sono presi cura di lui ogni qualvolta c’era una sua intervista in video e di contro il fallimento delle istituzioni, sorde, miopi, fredde nei confronti delle sue grida di dolore. Quella casa promessa e mai data, che gli avrebbe forse salvato la vita. Quella citofonata al Vescovo per farlo dormire alla Caritas che inizialmente non lo voleva. Quel ricovero al Moscati da cui è stato dimesso il giorno dopo quando era ancora imbottito di psicofarmaci e invece avrebbe avuto bisogno di cure specifiche e di dimissioni protette.

La sua ultima telefonata: “Sono allo stremo, mi stanno uccidendo”. Poi ha spento il telefono, per sempre. Tutto documentato in video e visto dai rappresentanti delle istituzioni che però, fondamentalmente, se ne sono fregati. E per finire quella denuncia della sua scomparsa ai carabinieri di Grottaminarda che ho sporto personalmente perchè nessuno si era preoccupato di farla: solo così il giorno dopo è stato ritrovato il suo corpo senza vita. Altrimenti chissà quanto tempo sarebbe rimasto in quella vasca piena d’acqua , nello scantinato del palazzo in costruzione. Ora la Procura ha aperto un’inchiesta e stavolta qualcuno dovrà assumersi le responsabilità e pagare per le proprie colpe. Aveva tanti problemi Luciano ma a volte basta anche una parola, un sorriso, un piccolo aiuto per salvare la vita di una persona. L’indifferenza uccide.

E che sia chiaro, nessuno se ne lavi le mani: dopo i nostri servizi nessuno ha mosso un dito al Comune, né la maggioranza, né l’opposizione. Ora sono tutti bravi a pontificare e a puntare il dito. Vergogna!

Intanto questa mattina si sono svolti i funerali presso la chiesa della Trinità ad Avellino

Luciano da lassù perdonaci e riposa in pace.

Servizio Enzo Costanza  #CivuoleCostanza

Vallata, la felicità della nonna di Highsnob: “Che emozione vederlo al festival, gli preparerò orecchiette e ravioli appena torna”

Vallata, la felicità della nonna di Highsnob: “Che emozione vederlo al festival, gli preparerò orecchiette e ravioli appena torna”

Vallata è un paese in festa, tutti hanno fatto il tifo per Michele Matera, in arte Highsnob che insieme a Hu ha partecipato al festival di Sanremo con la canzone “Abbi cura di te”. Michele è nato ad Avellino ed ha vissuto i primi anni della sua vita proprio a Vallata, il paese della famiglia materna.

Il cantante torna spesso nel borgo che lo ha visto crescere prima di trasferirsi a La Spezia dove ha iniziato la carriera cantando con Fedez. Un legame solido con tutti i parenti irpini, in particolar modo la nonna Maria e lo zio Vincenzo. Emozionati e felici gli amici che ogni sera votano per Highsnob.

Tutti ricordano i suoi primi concerti e i momenti passati a Vallata con il cantante che è anche laureato, disegna molto bene ed è appassionato di danza. Particolarmente orgoglioso zio Vincenzo che ci ha raccontato tanti episodi legati a suo nipote Michele vissuti in Irpinia. La più felice di tutti è però nonna Maria che lo ha visto crescere e ci ha accolto dal suo balcone con la gioia nel cuore per il successo del nipote:

“Sono emozionata, auguro a Michele tutto il successo che merita, gli voglio tanto bene. A lui piacciono le orecchiette e  i ravioli che gli preparo quando viene a trovarmi. Lo aspetto, dobbiamo festeggiare”. E mentre parla si emoziona , apre le braccia e manda un bacio dritto dritto verso il suo caro nipote a Sanremo. La dolcezza  infinita di una stupenda nonna irpina.

Servizio di Enzo Costanza #CiVuoleCostanza