Latest Posts

Antonio, prigioniero della SLA, da 5 mesi senza assegno di cura. Il silenzio delle istituzioni fa più male della malattia

Video qui

https://fb.watch/A12KvxYiCd/

Il suo corpo è immobile, ma la sua voce è più forte che mai. Si chiama Antonio Cobino, ha 53 anni, vive a Grottaminarda e da anni convive con la SLA, una malattia neurodegenerativa che lo ha inchiodato a un letto. Eppure, da cinque mesi, Antonio è anche prigioniero di un altro male: quello della burocrazia e dell’indifferenza. Da gennaio non riceve più l’assegno di cura. Un sostegno economico fondamentale per chi, come lui, dipende completamente dall’assistenza continua. Ma tra rimpalli di responsabilità, scaricabarile istituzionale e silenzi assordanti, nessuno – né il Piano di Zona di Ariano Irpino né la Regione Campania – ha ancora trovato (o voluto trovare) una soluzione.

 “Le mie parole passano attraverso un macchinario, ma sono vere, vive. Ho il diritto di essere ascoltato,” denuncia Antonio, grazie allo strumento che trasforma i movimenti dei suoi occhi in messaggi. E il suo appello non è solo per lui: è un grido per sua moglie, che ogni giorno lotta accanto a lui, e per i suoi figli, che hanno sacrificato troppo per colmare l’assenza dello Stato.

A dare voce pubblicamente alla battaglia di Antonio è anche il giornalista Enzo Costanza, che da settimane segue il caso, raccoglie testimonianze, denuncia omissioni e sollecita risposte. Il suo impegno è concreto e continuo: Antonio non è solo, e le sue parole non cadranno nel vuoto. La storia di Antonio non è un caso isolato, ma è il simbolo di un’Italia che si dimentica dei più fragili. Una politica che parla tanto ma ascolta poco. Un welfare che promette e poi sparisce dietro le scartoffie. Ora basta. È tempo di azioni, non di post. Di responsabilità, non di slogan. Di umanità, non di numeri su una scrivania.

L’appello è chiaro: i politici irpini escano allo scoperto. Antonio e la sua famiglia non stanno chiedendo favori, ma diritti. E questa battaglia, che è di dignità e di giustizia, non finirà finché le istituzioni non si prenderanno cura – davvero – di chi ha più bisogno.

In questa storia, l’unico a non potersi muovere è Antonio. Ma sono le istituzioni a restare ferme.

Latest Posts

spot_imgspot_img

Don't Miss

Stay in touch

To be updated with all the latest news, offers and special announcements.