A Tivoli, una semplice partita di pallone tra bambini si è trasformata in un episodio di violenza e discriminazione che ha suscitato forte indignazione. In piazza Garibaldi, un gruppo di circa sette bambini di età inferiore ai dieci anni avrebbe rifiutato di far giocare un coetaneo di origine indiana, scatenando poi insulti e aggressioni.
Secondo la ricostruzione fornita da un testimone, Stefano Piano, l’episodio sarebbe iniziato quando il bambino si è avvicinato chiedendo con educazione di poter partecipare al gioco. La risposta del gruppo sarebbe stata immediata e violenta: prima il rifiuto, poi frasi offensive a sfondo razzista come “Torna al tuo paese” e “puzzi”, fino ad arrivare a uno spintone e a un pugno ai danni del minore.
L’episodio è stato denunciato pubblicamente dallo stesso testimone attraverso un post sui social, nel quale ha raccontato di essere intervenuto per cercare di riportare la calma e di aver assistito a un atteggiamento di minimizzazione anche da parte di un adulto presente. “Dicono che non è colpa loro se puzza e che si dovrebbe lavare”, si legge nel racconto, che descrive un clima di crescente tensione tra i piccoli protagonisti della vicenda.
Il testimone ha inoltre riferito di aver invitato i bambini a riflettere sulle loro azioni, senza però ottenere una reale presa di coscienza. Dopo l’allontanamento del gruppo, il bambino vittima dell’aggressione è stato accolto per continuare a giocare insieme ad altri coetanei, in un tentativo di restituire normalità a una serata segnata da un episodio che ha riacceso il dibattito sull’educazione al rispetto e all’inclusione fin dall’infanzia.





