TikToker in Regione Campania: Rita De Crescenzo e Napolitano annunciano l’ingresso in politica dagli uffici istituzionali. È polemica

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Rita De Crescenzo e Alessio Napolitano, due volti noti del mondo TikTok partenopeo, hanno suscitato un’ondata di polemiche nelle ultime ore dopo essersi filmati e pubblicizzati all’interno degli uffici della Regione Campania, annunciando la loro intenzione di “scendere in campo” politicamente. I video, diventati virali, mostrano i due influencer promuoversi all’interno di un contesto istituzionale, apparentemente con l’intento di lanciare una futura candidatura.

Il gesto, tuttavia, ha immediatamente sollevato dubbi sulla legittimità e sull’opportunità dell’utilizzo di spazi pubblici per fini personali e politici. In particolare, l’uso degli uffici regionali per un simile annuncio potrebbe configurarsi come una violazione delle normative sull’imparzialità della pubblica amministrazione, che impone il divieto di utilizzare luoghi istituzionali per scopi propagandistici o elettorali.

Rita De Crescenzo è una figura controversa del web, nota per i suoi video virali, spesso al centro del dibattito per contenuti giudicati discutibili, e già in passato coinvolta in vicende giudiziarie. Alessio Napolitano è un altro tiktoker emergente, molto seguito tra i giovani, che negli ultimi tempi ha affiancato De Crescenzo in diverse iniziative social e apparizioni pubbliche.

Nel video pubblicato sui social, i due si trovano all’interno di un ufficio regionale – pare nei pressi del Centro Direzionale – e parlano apertamente di un progetto politico, lasciando intendere la volontà di “fare qualcosa di grande per la Campania”. Non è chiaro, al momento, se si tratti di una provocazione, una trovata pubblicitaria o un reale preludio a una candidatura in vista delle elezioni amministrative o regionali.

Non si è fatta attendere l’indignazione di molti utenti sui social, così come quella di alcuni esponenti del mondo politico e giornalistico locale. Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, da sempre attento a fenomeni legati all’illegalità e al degrado social, ha commentato: “L’utilizzo della sede della Regione Campania per fare propaganda personale o lanciare carriere politiche via social è inaccettabile. Bisogna tutelare la serietà delle Istituzioni. Chiediamo chiarimenti immediati.”

Anche alcuni funzionari regionali avrebbero espresso perplessità sull’accesso non autorizzato agli uffici da parte di persone estranee all’ente, soprattutto per finalità non istituzionali.

Secondo l’articolo 98 della Costituzione italiana e le normative che regolano l’attività della Pubblica Amministrazione, gli uffici pubblici devono mantenere neutralità e non possono essere utilizzati per attività di propaganda. Anche il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUEL) specifica che gli edifici pubblici non possono essere utilizzati per fini politici senza autorizzazioni specifiche.

Se verrà accertato che la presenza dei tiktoker negli uffici regionali era priva di autorizzazione o utilizzata per fini impropri, non si esclude l’apertura di un’inchiesta interna o l’intervento della magistratura contabile.

Il caso De Crescenzo-Napolitano è l’ennesima dimostrazione di come il confine tra social, politica e istituzioni stia diventando sempre più labile, con il rischio concreto di svilire la funzione pubblica a favore di spettacolarizzazione e personal branding. Il rispetto delle regole – in particolare in contesti istituzionali – resta un valore imprescindibile per la tenuta democratica.

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