De Luca sul caso Alaia: “Non l’ho sentito, che Dio l’abbia in gloria. Ma basta processi mediatici”

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SERINO (AV) – “Alaia indagato? Non lo sapevo. Non l’ho sentito, che Dio l’abbia in gloria”. Con la consueta ironia tagliente, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha commentato a Serino la notizia dell’indagine a carico di Enzo Alaia, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale.

Pur ribadendo la necessità che la magistratura faccia “fino in fondo il proprio lavoro, senza guardare in faccia nessuno”, De Luca ha rivolto un duro monito alla stampa: “Voi giornalisti dovete imparare a rispettare la Costituzione. Ogni indagato, fino a giudizio definitivo, è una persona perbene. Questa abitudine di massacrare qualcuno per un semplice avviso di garanzia è il segno di un Paese incivile e barbaro.”

Il presidente ha poi risposto, indirettamente, anche all’ex presidente della Camera Roberto Fico, sottolineando l’impegno della sua amministrazione sul fronte della legalità: “Chi viene in Campania deve imparare il codice etico, non insegnarlo. Noi siamo un modello di trasparenza. Ricordo che dieci anni fa abbiamo firmato un protocollo di vigilanza collaborativa con l’Autorità anticorruzione, unico in Italia.”

Una difesa della correttezza istituzionale e un attacco al giustizialismo mediatico, mentre in Regione si alza la tensione a pochi giorni dalle elezioni.

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