Nel giorno del secondo anniversario dell’attacco dell’8 ottobre 2023, le autorità israeliane e le famiglie delle vittime si sono radunate al sito del Nova Festival, nel deserto del Negev, dove in quell’occasione persero la vita circa 1.250 persone e furono rapite 250. Si è tenuto un minuto di silenzio e le spoglie del luogo sono state visitate da molti dei parenti delle vittime. Al memoriale, foto, lapidi e installazioni commemorative ricordano il sacrificio e l’orrore vissuto.
Hamas, in un comunicato riportato da Al Jazeera, accusa il mondo arabo di un “fallimento senza precedenti” nella crisi di Gaza, sostenendo che “Israele continua la sua guerra brutale contro civili indifesi, con la complicità internazionale e un silenzio vergognoso”. La denuncia punta direttamente alle responsabilità della comunità internazionale nel non intervenire efficacemente.
Intanto, in Egitto sono ripresi i colloqui indiretti tra Hamas e Israele per discutere una tregua e lo scambio dei prigionieri, sotto mediazione egiziana e qatariota. Report indicano che Hamas avrebbe accettato in linea di principio la consegna delle armi, ma rifiutato la nomina di Tony Blair come governatore di Gaza, proponendo invece una sua affidamento all’Autorità nazionale palestinese.
Donald Trump ha definito “molto positivo” l’atteggiamento del primo ministro Netanyahu nelle trattative, aggiungendo che Hamas avrebbe acconsentito a “punti molto importanti”. La Casa Bianca chiede una conclusione rapida e positiva per il negoziato, ma i raid israeliani continuano nonostante l’appello del presidente statunitense di fermare gli attacchi.
Sul fronte diplomatico, l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede ha attaccato le parole del cardinale Parolin, affermando che minerebbero gli sforzi per la pace.
Infine, i 15 italiani partecipanti alla Flotilla rimasti in Israele sono decollati per Atene e torneranno presto in Italia. Tutti godono di buone condizioni di salute.





