Roberto Fico approda oggi ad Avellino, presso la storica stazione di Borgo Ferrovia, per presentare il “Patto per l’Irpinia”, un programma in dieci punti pensato per rilanciare il territorio attraverso interventi su servizi essenziali, lavoro, sanità, agricoltura, casa, cultura, energia e partecipazione civica. L’iniziativa arriva a pochi giorni dal voto regionale campano, in un momento delicato per il centrosinistra locale.
La scelta della location non è casuale: la stazione, inaugurata nel 1879 e oggi simbolo di una provincia in attesa di attenzione, rappresenta una metafora concreta dell’Irpinia, regione che da tempo reclama progetti concreti più che annunci.
Il percorso politico di Fico, però, si scontra con i rapporti gelidi con il governatore uscente Vincenzo De Luca. L’ultimo incontro risale al 13 ottobre, e da allora le posizioni dei due leader restano distanti: De Luca esprime dubbi sull’esperienza di Fico, mentre quest’ultimo rivendica discontinuità rispetto al metodo dell’attuale presidente.
Nel frattempo, il governatore continua la sua consueta comunicazione digitale del venerdì, sottolineando i risultati ottenuti e criticando indirettamente l’andamento della campagna elettorale della coalizione, alimentando ulteriormente la distanza tra le parti.
Il momento clou della campagna di Fico sarà il comizio finale del 20 novembre al Teatro Mediterraneo, dove dovrebbe chiudere la campagna insieme ai leader nazionali del centrosinistra, tra cui Elly Schlein e Giuseppe Conte. Ancora incerta, però, la partecipazione di De Luca, che potrebbe limitarsi a una conferenza stampa conclusiva da Palazzo Santa Lucia, evitando confronti diretti.
Il “Patto per l’Irpinia” rappresenta per Fico un’occasione di dialogo diretto con le comunità locali, spesso deluse da promesse rimaste inattuate. Se riuscirà a convincere gli elettori dipenderà dall’appeal del programma e dalla capacità della coalizione di superare le divisioni interne, che rischiano di diventare più decisive del voto stesso.





