Ci sono ferite che non si rimarginano e silenzi che pesano più di mille urla. Nel cuore di Cava de’ Tirreni, tra le mura della storica pasticceria “Tirrena”, il dolore ha scelto oggi la via della dignità e del lavoro, quella stessa dedizione che Anna Tagliaferri metteva in ogni suo gesto prima che un destino brutale la strappasse alla vita a soli 40 anni. Sulla pagina social dell’attività, gestita da Anna insieme ai suoi fratelli, è apparso stamattina un messaggio che ha commosso l’intera comunità: “Con gli occhi pieni di lacrime, siamo qui per te, proprio come avresti voluto. Tutti gli ordini presi saranno rispettati”. Sono poche parole, scritte tra il peso di un’assenza incolmabile e la polvere della farina, per gridare al mondo che Anna vive ancora nel sacrificio della sua famiglia; nonostante l’orrore, le serrande si sono alzate non per abitudine, ma per onorare quella parola data ai clienti che lei considerava sacra.
La tragedia si è consumata ieri in via Ragone, trasformando una domenica apparentemente serena in un abisso di sangue. Diego Di Domenico, compagno di Anna e sommelier, l’ha uccisa a coltellate al culmine di un raptus di cui nessuno aveva colto i segnali durante la mattinata trascorsa a lavorare fianco a fianco. In casa era presente anche la madre di Anna, la settantacinquenne Giovanna Venosi, che ha tentato disperatamente di fare scudo alla figlia con il proprio corpo, rimanendo ferita nel vano tentativo di fermare la furia dell’uomo. Dopo il delitto, il compagno ha scelto l’ultimo tragico atto, lanciandosi dal tetto dell’edificio e morendo sul colpo. Mentre le forze dell’ordine cercano un movente che forse non restituirà mai una logica a tanta violenza, la città si stringe attorno ai fratelli e alla madre di Anna. Riaprire la pasticceria oggi non è un semplice gesto commerciale, ma un atto di resistenza: è la risposta della vita che continua, nel nome di una donna che ha dato tutto per la sua famiglia e che oggi viene ricordata attraverso il profumo del lavoro che tanto amava.





