Angela Marcarelli, Coordinatrice della Rete Consumatori di Cittadinanzattiva Campania APS e referente della Rete Tribunale per i Diritti del Malato di Avellino, interviene pubblicamente sulla vicenda dell’assegno di cura destinato ai soggetti con disabilità gravissima nel territorio dell’Alta Irpinia, denunciando quella che definisce senza mezzi termini “una vera e propria discriminazione ai danni dei minori”.
Al centro della contestazione vi è la scelta di redigere un’unica graduatoria che accomuna adulti e minori, utilizzando come unico criterio comparativo l’ISEE più basso. Una decisione che, secondo Marcarelli, non tiene conto delle profonde differenze tra l’ISEE socio-sanitario ristretto, applicabile agli adulti, e l’ISEE ordinario del nucleo familiare, obbligatorio per i minori.
“A parità di disabilità gravissima – dichiara Marcarelli – i minori risultano sistematicamente penalizzati. Non si tratta di una valutazione omogenea, ma di un meccanismo che produce effetti gravemente discriminatori”.
I numeri, secondo la Rete Consumatori, parlano chiaro. Nel caso del Consorzio dei Servizi Sociali Alta Irpinia di Lioni, su 14 minori riconosciuti in condizioni di disabilità gravissima, solo 4 hanno avuto accesso al beneficio economico, mentre tra i 62 adulti ammessi alla graduatoria ben 27 hanno ottenuto l’assegno di cura.
“L’adulto può scegliere l’ISEE socio-sanitario ristretto, calcolato esclusivamente sui propri redditi – prosegue la Coordinatrice – mentre il minore è vincolato all’ISEE dell’intero nucleo familiare. È evidente che non siamo di fronte a una reale comparazione”.
Di fronte a questa situazione, la Rete Consumatori ha più volte sollecitato il Consorzio a una rettifica in autotutela della graduatoria, con PEC inviate nei mesi di ottobre e novembre 2025, rimaste però senza esito. Parallelamente, sono stati presentati tre distinti ricorsi al TAR Campania – Sezione di Salerno per il diniego dell’assegno di cura a tre minori affetti da gravissime patologie invalidanti.
Un primo segnale è arrivato dal Consiglio di Stato, che con ordinanze pubblicate il 23 gennaio 2026 ha accolto gli appelli cautelari, riformando le precedenti decisioni e riconoscendo l’apprezzabilità delle esigenze cautelari legate alle gravissime condizioni delle minori coinvolte.
“È inaccettabile – afferma Marcarelli – che famiglie già provate da un’assistenza h24 e da continui ricoveri, spesso anche fuori regione, vengano private di un sostegno economico vitale per un errore strutturale nel criterio di valutazione”.
La Coordinatrice lancia quindi un appello diretto al neo Presidente della Giunta Regionale, Roberto Fico, e al neo Assessore alle Politiche Sociali, Andrea Morniroli, affinché venga avviata “una rapidissima istruttoria, anche con il supporto dell’Avvocatura regionale”, per intervenire prima dell’udienza di merito davanti al TAR.
La soluzione indicata da Marcarelli è netta: prevedere due graduatorie distinte, una per i maggiorenni basata sull’ISEE personale e una per i minori fondata sull’ISEE del nucleo familiare. Solo così, sottolinea, “si garantisce una reale parità di condizioni a fronte della stessa gravissima disabilità”.
Non solo. La Rete chiede anche una revisione della Delibera di Giunta Regionale n. 70/2024, per evitare interpretazioni difformi da parte dei diversi Consorzi sociali della Campania e prevenire nuovi episodi discriminatori nei bandi attuali e futuri. L’intera documentazione è stata trasmessa anche all’Autorità Garante Nazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, all’Ispettorato della Funzione Pubblica, al Difensore Civico e al Prefetto, per le opportune verifiche sulla correttezza dell’azione amministrativa.
“Confidiamo che le Istituzioni regionali non si girino dall’altra parte – conclude Angela Marcarelli –. Qui è in gioco il diritto fondamentale all’assistenza di minori in tenerissima età, totalmente dipendenti dalle cure familiari. Eliminare questa discriminazione non è solo un atto amministrativo dovuto: è una scelta di civiltà”.





