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Mediterraneo, nuova strage: il mare restituisce i corpi di 13 migranti

Il mare continua a restituire la tragedia dei naufragi nel Mediterraneo. Negli ultimi giorni sono stati recuperati nove cadaveri in Sicilia, tra Pantelleria, Trapani e Marsala, e altri quattro lungo la costa tirrenica calabrese, tra Tropea, Paola, Amantea e Scalea. La maggior parte dei corpi appartiene a migranti vittime di imbarcazioni naufragate, probabilmente senza che nessuno potesse intervenire.

L’ultimo drammatico ritrovamento è avvenuto ieri a Tropea, dove alcuni studenti hanno notato un corpo galleggiare tra le onde. A recuperarlo è stato il comandante della Guardia Costiera locale, Giuseppe Durante, che ha riconosciuto il salvagente arancione tipico delle imbarcazioni dei migranti.

Le mareggiate degli ultimi giorni hanno complicato i soccorsi e trascinato a riva i corpi, confermando la pericolosità della rotta del Mediterraneo centrale. Le Procure di Paola e Vibo Valentia hanno aperto indagini, disponendo autopsie e verifiche sulle cause dei decessi e eventuali segni di violenza.

Secondo l’OIM, solo a gennaio 2026 oltre 450 migranti hanno perso la vita, triplicando il dato dello stesso mese del 2025. Refugees in Libya stima circa mille persone scomparse in mare, vittime di una tragedia spesso invisibile.

«Hanno trasformato il Mediterraneo in un enorme cimitero», denuncia Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans, sottolineando la necessità di un intervento concreto delle istituzioni italiane di fronte a questa strage silenziosa. Anche il vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, aveva recentemente celebrato una Messa in memoria delle vittime dei naufragi e della tratta.

Fonte articolo e foto – Avvenire

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