Ospedale di Ariano, infermiere dice no alla pensione per restare in corsia ma l’Asl si oppone: la protesta di Natalino

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A 67 anni potrebbe lasciare il camice, salutare colleghi e corsie e andare in pensione. Ma Natalino, infermiere dell’ospedale di Ospedale Sant’Ottone Frangipane, ha scelto un’altra strada: continuare a lavorare. Una decisione maturata davanti alla cronica carenza di personale sanitario che da tempo mette in difficoltà reparti e operatori.

Il primo giugno scatterà ufficialmente il pensionamento, ma l’infermiere arianese aveva chiesto all’ASL di poter restare ancora in servizio. La normativa, infatti, consentirebbe il prolungamento dell’attività lavorativa in casi specifici. Una possibilità che Natalino ha voluto esercitare non per interesse personale, ma — racconta — per senso del dovere e per continuare a dare una mano ai colleghi.

L’azienda sanitaria, però, avrebbe espresso parere contrario. Un no che il 67enne non riesce a comprendere e che ha deciso di contestare pubblicamente, arrivando a scrivere anche al presidente della Camera, Roberto Fico, per chiedere attenzione sulla sua vicenda.

Dietro la protesta emerge anche un interrogativo più pesante. Natalino si chiede infatti se il rifiuto dell’ASL possa essere legato al suo ruolo di rappresentante sindacale. Un dubbio che rilancia apertamente e che aggiunge tensione a una vicenda già delicata.

In sua difesa è intervenuto Salvatore Altieri, segretario regionale del CSA Sanità, che sostiene le ragioni dell’infermiere e punta il dito contro la gestione del personale sanitario in una fase storica segnata dalla mancanza di operatori negli ospedali campani.

La storia di Natalino sta facendo discutere non solo ad Ariano Irpino, ma in tutta l’Irpinia. Perché mentre molti reparti fanno i conti con turni massacranti e organici ridotti, c’è chi, raggiunta l’età della pensione, chiede di restare in corsia. E si sente rispondere di no.

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