Da Avellino ad Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino: mobilità, urbanistica e servizi in una visione unica del territorio. “Governare insieme ciò che i cittadini vivono già ogni giorno”.
Una città di fatto unica, vissuta quotidianamente da migliaia di persone, ma ancora suddivisa in confini amministrativi che rallentano decisioni, servizi e sviluppo. È da questa consapevolezza che nasce il Punto 11 del programma di Laura Nargi: costruire l’Unione dei Comuni tra Avellino, Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino.
Un’area urbana di circa 85mila abitanti che già oggi funziona come un unico sistema territoriale. Si attraversano questi comuni per lavorare, studiare, raggiungere ospedali, scuole, uffici e attività commerciali. Eppure le scelte strategiche restano separate: quattro piani urbanistici, quattro modelli di mobilità, quattro organizzazioni dei servizi.
In questo quadro, l’ipotesi di Unione dei Comuni non implica la perdita di identità o autonomia dei singoli enti: ogni comune conserverebbe le proprie realtà istituzionali, la propria storia, le proprie specificità culturali e amministrative, rafforzandosi però all’interno di una cornice di coordinamento condiviso.
“Non possiamo più permetterci frammentazioni che producono sovrapposizioni, ritardi e occasioni mancate – afferma Laura Nargi –. La vita quotidiana dei cittadini ha già superato i confini amministrativi. La politica e le istituzioni devono fare lo stesso”.
L’obiettivo del mandato è dare vita a un’Unione dei Comuni: la forma più avanzata di integrazione amministrativa prima della fusione. Uno strumento capace di rafforzare l’azione dei singoli enti senza cancellarne identità, storia e autonomia.
L’Unione consentirebbe infatti di avere un bilancio autonomo, una propria capacità assunzionale e un accesso più forte e competitivo ai fondi europei e nazionali, permettendo al territorio di programmare investimenti e servizi con una visione finalmente condivisa.
Il primo passo concreto sarà il Piano Urbanistico Intercomunale: uno strumento di pianificazione capace di superare l’attuale frammentazione e costruire una strategia comune per il futuro dell’area vasta. Mobilità integrata, gestione coordinata del verde pubblico, servizi a rete, politiche abitative condivise e riqualificazione delle aree di confine oggi prive di una direzione chiara: temi che non possono più essere affrontati in ordine sparso. Immaginiamo un corridoio ecologico del Fenestrelle che si sviluppi in modo continuo e armonico, attraversando tutti e quattro i comuni.
“Governare insieme ciò che si vive insieme significa migliorare concretamente la qualità della vita delle persone – conclude Laura Nargi –. Vuol dire costruire una città più moderna, più efficiente, più forte, ma soprattutto un sistema in cui ogni comune continui a essere sé stesso dentro una visione condivisa”.
Avellino sceglie. Verso la città unica: l’Unione dei Comuni.





