Niente sembra poter fermare la marcia trionfale del Messico nei Mondiali di casa 2026. Nemmeno un violento temporale e il conseguente allarme fulmini, che hanno costretto la FIFA a posticipare il calcio d’inizio di un’ora, hanno raffreddato l’entusiasmo degli oltre 80mila spettatori dello stadio Azteca. In un impianto leggendario e ribollente di passione, la nazionale guidata dal commissario tecnico Aguirre ha dominato l’Ecuador nei sedicesimi di finale, conquistando un 2-0 che proietta la squadra dritta agli ottavi e manda in estasi un intero Paese.
Il punteggio finale, a dire il vero, sta persino stretto al Tricolor, che finora ha disputato un torneo perfetto: quattro vittorie su quattro partite, otto gol fatti e nessuno subito. Sul prato dell’Azteca – stadio mitico dove il Messico non ha mai perso nei suoi tre Mondiali storici – i padroni di casa hanno subito imposto un ritmo insostenibile per gli avversari. A illuminare il gioco ci ha pensato il giovanissimo talento Mora, diciassette anni e giocate da veterano, che ha deliziato il pubblico. L’Ecuador ha provato a pungere in avvio con un palo esterno colpito da Yeboah, ma è stato solo un brivido passeggero. Al 22′ la partita si è sbloccata: il solito Quiñones ha firmato l’1-0, siglando la sua terza rete in questa Coppa del Mondo. Appena nove minuti più tardi, lo stesso Quiñones ha vestito i panni dell’assistman servendo Raúl Jiménez, autore di una vera e propria perla: un destro chirurgico da fuori area terminato dritto all’incrocio dei pali per il raddoppio.
Nella ripresa il copione non è cambiato, nonostante le mosse disperate del ct ecuadoriano Beccacece. I cambi in difesa e la sostituzione della bandiera Enner Valencia, applaudito in quello che è con ogni probabilità il suo ultimo Mondiale, non hanno scosso un Ecuador apparso deludente e in netta difficoltà. Il Messico ha sfiorato ripetutamente il terzo gol, controllando il match con assoluta autorità. Il finale è stato caratterizzato dal nervosismo degli ospiti, rimasti in dieci uomini a causa dell’espulsione del difensore Hincapié dopo un consulto VAR per un duro diverbio con Giménez.
Al triplice fischio è esplosa la festa totale a Città del Messico. Tra le standing ovation del pubblico, i tifosi hanno già iniziato a guardare al prossimo appuntamento. Il Messico tornerà in campo nella notte italiana tra il 5 e il 6 luglio, sempre all’Azteca, contro la vincente della sfida tra Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo. Sospinta dal proprio popolo e persino dall’entusiasmo della presidente Claudia Sheinbaum, questa nazionale ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per sognare in grande.





