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L’Europa brucia: oltre 130 milioni di persone sopra i 35 gradi, prime vittime in Italia e in Francia

L’Europa e l’Italia restano nella morsa di un’ondata di caldo torrido senza precedenti, che sta mettendo a dura prova la salute pubblica e le infrastrutture. Sono oltre 130 milioni le persone che in tutto il continente si trovano a fare i conti con temperature stabilmente sopra i 35 gradi, in un contesto climatico estremo che ha già iniziato a presentare un pesante bilancio in termini di vite umane.

In Francia si registra il dramma più doloroso: a Beuvrages, nei pressi di Valenciennes, due gemelle di appena 15 mesi sono morte a causa di una grave e repentina disidratazione dovuta alle temperature roventi che stanno colpendo anche il nord del Paese. L’Italia non è risparmiata da questa tragica conta. A Genova, l’Asl 3 ha reso noto il decesso di un uomo di 86 anni e di una donna di 74 anni, entrambi ricoverati al Policlinico San Martino a causa di complicazioni direttamente collegate all’ondata di calore. Nel Mantovano, invece, la vittima è un bracciante agricolo, stroncato da un malore improvviso mentre si trovava al lavoro nei campi; l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è che il decesso sia legato proprio alle temperature insostenibili di questi giorni.

Dopo settimane di afa asfissiante, una prima e parziale tregua è arrivata a partire dalla serata di lunedì 29 giugno, quando i primi violenti temporali hanno iniziato a colpire diverse regioni italiane. A Firenze, dove i termometri segnavano il livello massimo di allerta da ben dodici giorni consecutivi, un improvviso acquazzone è riuscito a spezzare la cappa di calore, portando un temporaneo refrigerio.

Se da un lato la pioggia ha mitigato le temperature, dall’altro lo scontro termico ha generato fenomeni atmosferici violenti. Nel Torinese si sono registrati forti nubifragi che hanno causato pesanti allagamenti, disagi alla circolazione e la caduta di numerosi alberi. Le previsioni indicano che l’instabilità meteo potrebbe estendersi ad altre aree, ma l’allerta resta alta: l’estate sta mostrando la sua faccia più estrema, sospesa tra picchi termici letali e tempeste improvvise.

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