Scene da guerriglia urbana nel cuore di Napoli, dove una violentissima rissa scoppiata nella piazzetta della stazione della Cumana di Montesanto è culminata in una vera e propria sparatoria in pieno giorno. Le immagini del folle scontro, circolate rapidamente sui social network, hanno mostrato sequenze agghiaccianti, con un uomo intento a sparare colpi in aria tra i passanti e un altro, completamente vestito di nero, che si aggirava con disinvoltura impugnando un fucile d’assalto Kalashnikov. La risposta dello Stato non si è fatta attendere e nel giro di poche ore gli agenti della Squadra Mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito il fermo di tre persone ritenute responsabili dei gravissimi fatti.
Grazie all’analisi accurata dei filmati, gli inquirenti sono riusciti a dare un volto ai protagonisti del video. Tra i destinatari del provvedimento di fermo figurano Giuseppe Triuolo, individuato come l’uomo che impugnava la pistola e ha esploso i colpi in aria, ed Emanuele Iaccarino, l’uomo vestito di nero ripreso mentre brandiva il fucile d’assalto tra la folla. La terza misura ha colpito Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino, fermata con l’accusa di aver tentato di occultare la pistola utilizzata da Triuolo per sottrarla alle forze dell’ordine. A questi tre provvedimenti si aggiunge l’arresto, avvenuto durante una perquisizione domiciliare, del trentottenne Gianluca Calvanese, anch’egli ritenuto coinvolto nella maxirissa e trovato in possesso di una pistola calibro 9 nascosta all’interno della sua stanza da letto.
Mentre i quattro soggetti non risulterebbero al momento affiliati in pianta stabile a clan della malavita organizzata, gli investigatori della Mobile stanno scavando a fondo per ricostruire il movente della rissa, scaturita con ogni probabilità da pesanti dissidi legati alla gestione di affari illeciti sul territorio. Resta inoltre prioritario il canale di indagine legato alla provenienza delle armi, in particolare sul come un fucile da guerra micidiale come il Kalashnikov sia potuto finire nelle mani dei protagonisti dello scontro.
Sul caso è intervenuto con fermezza anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha voluto elogiare la rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine, sottolineando come il fermo di tre persone a poche ore dall’accaduto rappresenti il primo e importante risultato di un’indagine condotta con rapidità, professionalità e straordinaria efficacia dalla Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Napoli. Il capo del Viminale ha poi concluso ricordando che la sicurezza si tutela con indagini, professionalità e presenza dello Stato, annunciando che tornerà presto a Napoli per testimoniare l’impegno del Governo per la città.





