Il calcio sa essere uno sport spietato, capace di condensare in una manciata di minuti la gioia più pura e la disperazione più profonda. Lo sa bene il Senegal, che a Seattle accarezza per quasi novanta minuti l’impresa dei sedicesimi di finale, per poi gettare al vento una vittoria meritata e subire la clamorosa rimonta del Belgio. I Diavoli Rossi, spenti e vicini al baratro per gran parte del match, risorgono nel finale di gara e strappano un 3-2 ai tempi supplementari che sa di miracolo, staccando il pass per gli ottavi dove ad attenderli ci saranno i padroni di casa degli Stati Uniti.
L’avvio di partita è frenetico per un Belgio che prova a fare la voce grossa, trovando la prima conclusione nello specchio al 9′ con un rasoterra di Trossard, ben bloccato da Diaw. È solo un’illusione. Il Senegal non si scompone, ragiona con maturità tattica e al 13′ fa tremare i belgi: cross di Diarra, uscita imprecisa di Courtois e Ismaïla Sarr timbra la base del palo. I Leoni della Teranga prendono in mano il centrocampo, alzano il baricentro e, dopo una violenta botta da fuori di Gueye disinnescata da Courtois, trovano il meritato vantaggio al 25′. Splendido cross del solito Sadio Mané, colpo di testa di Sarr che si stampa sul palo e tap-in vincente di Diarra, che fa esplodere la panchina africana.
Il Belgio accusa il colpo. La squadra del ct Garcia non riesce a scuotersi nemmeno dopo il cooling break: la costruzione dal basso è lenta, prevedibile, e anche una stella come De Bruyne fatica a trovare il cambio di passo. Al contrario, il Senegal gioca sul velluto e prima dell’intervallo sfiora il raddoppio con Mané, fermato dall’unico squillo di Courtois, mentre sul ribaltamento di fronte Diaw deve deviare in angolo un missile dalla distanza di De Cuyper.
Ad inizio ripresa serve una presenza pesante in area di rigore e Garcia decide di inserire Romelu Lukaku al posto di un evanescente De Ketelaere. Il copione del match, però, non sembra cambiare. Dopo un brivido targato ancora Diarra, al 7′ della ripresa il Senegal confeziona il raddoppio da applausi: lancio millimetrico dalle retrovie, Ismaïla Sarr controlla magistralmente di spalla, elude il recupero disperato di Mechele e Theate e fulmina Courtois con il destro. È il gol del 2-0 che sembra far scorrere i titoli di coda sul Mondiale del Belgio.
Disperato, Garcia ridisegna completamente la squadra: fuori uno spento De Bruyne e l’opaco Doku, dentro forze fresche come Raskin e Lukebakio, seguiti poco dopo dall’ingresso di Moreira per Vanaken. Proprio un’iniziativa personale di Lukebakio, terminata fuori di pochissimo con un tiro a giro, suona la carica per un finale totalmente folle.
Quando l’eliminazione sembra ormai scritta, il Belgio riapre la partita al 41′: cross perfetto di Meunier e zampata di Lukaku che firma l’1-2. Il Senegal si spaventa e tre minuti più tardi, al 44′, compie la frittata: cross dalla sinistra, uscita disastrosa e completamente a vuoto del portiere Diaw e capitan Youri Tielemans è lesto a deviare il pallone in rete per l’incredibile 2-2 che manda tutti ai tempi supplementari.
L’inerzia psicologica è tutta a favore dei Diavoli Rossi, anche se la stanchezza blocca le gambe delle due squadre nell’overtime. L’episodio decisivo che decide il match arriva nel secondo tempo supplementare. Tielemans si incunea nell’area senegalese e viene a contatto con Camara. L’arbitro, richiamato dal VAR, va a rivedere l’azione allo schermo e non ha dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso capitano belga che, algido, spiazza Diaw e completa il clamoroso ribaltone. Al fischio finale è festa grande per il Belgio, che evita un’eliminazione che per 86 minuti sarebbe stata sacrosanta. Per il Senegal resta solo una grandissima dose di rammarico e le lacrime di tifosi e giocatori, protagonisti di una partita splendida rovinata solo da un blackout fatale.





