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Michele Mari vince l’80esima edizione del Premio Strega con “I convitati di pietra”

Dopo settimane di tensioni e un lunghissimo tour che ha attraversato l’Italia da Sud a Nord, arrivando persino a fare tappa all’estero, a Città del Messico, l’ottantesima edizione del Premio Strega è giunta al suo atto conclusivo. A fare da cornice alla serata finale non è stato il consueto Ninfeo di Villa Giulia, bensì la suggestiva Piazza del Campidoglio a Roma, palcoscenico scelto per celebrare un traguardo storico del riconoscimento letterario più ambito e discusso del Paese. L’atmosfera è stata carica di aspettative, segnata da un lungo periodo di dibattiti accesi che hanno preceduto l’evento, concentrati in particolare su un presunto scontro avvenuto sul “van per Bisceglie” — vicenda su cui sono circolate versioni contrastanti e numerose smentite — e sulle polemiche riguardanti presunte offese rivolte a Michela Murgia, oltre ai retroscena turbolenti che hanno coinvolto Teresa Ciabatti durante gli spostamenti del tour.

Nonostante le voci della vigilia, il verdetto finale ha premiato il favorito della prima ora: Michele Mari, già vincitore del Premio Strega Giovani, si è aggiudicato l’80esima edizione con il romanzo I convitati di pietra (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi, totalizzando 190 voti. Nel corso della diretta su Rai3, l’autore ha offerto un ritratto autentico di sé, ammettendo con un velo di autoironia di non essere “capace di ridere” e rivelando come, da ragazzino, i fumetti siano stati la sua salvezza. A presiedere il seggio in questa serata speciale è stato Andrea Bajani, vincitore dell’edizione precedente. La platea, che ha segnato una riappacificazione rispetto alle frizioni dello scorso anno, ha visto anche la presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il risultato è stato determinato dal voto di 643 giurati su 800 aventi diritto, una platea composita che ha incluso gli storici “Amici della domenica”, i votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura, 30 voti collettivi provenienti da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, oltre a 65 preferenze espresse da lettori forti scelti nel mondo dell’imprenditoria e delle professioni.

Il lungo percorso selettivo, partito da una base di 79 titoli proposti, era arrivato prima alla selezione di dodici opere da parte del Comitato direttivo e infine alla definizione della sestina finalista. Alle spalle del vincitore, la classifica ha visto al secondo posto Matteo Nucci con Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli), proposto da Giancarlo De Cataldo, che ha ottenuto 152 preferenze. La terza posizione è andata a Bianca Pitzorno, autrice di La sonnambula (Bompiani), proposta da Roberta Mazzanti, con 84 voti. Il quarto posto è stato raggiunto da Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), proposto da Donatella Di Pietrantonio, che ha totalizzato 78 preferenze. Al quinto posto si è posizionata Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), proposta da Roberto Saviano, con 75 voti. Chiude la sestina, al sesto posto con 64 voti, Elena Rui, autrice di Vedove di Camus (L’orma), proposta da Lisa Ginzburg.

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