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Aggressione antisemita a Milano: chiuso il cerchio sul trapper Sacky, accusato di odio religioso

Si chiudono le indagini sull’aggressione subita il 1° marzo scorso a Milano da due giovani studenti argentini di fede ebraica. Il trapper Sacky, all’anagrafe Sami Abou El Hassan, ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini con accuse pesantissime: minacce e lesioni personali, aggravate dai futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso. I due ragazzi aggrediti si trovavano nel capoluogo lombardo per frequentare un seminario sulle tradizioni e sugli insegnamenti della loro religione.

I fatti si sono svolti nella periferia sud di Milano, all’interno del quartiere ebraico. Le due vittime erano appena uscite da un supermercato indossando la Kippah e lo Tzitzit quando sono state intercettate da Sacky e dal suo gruppo. Secondo quanto denunciato dai giovani argentini, la banda ha sbarrato loro la strada dando inizio a una serie di insulti di stampo antisemita. Con gesti inequivocabili di sfida e minaccia, i presenti hanno urlato più volte “Fuck Israel” per deridere la loro fede e discriminarli.

La situazione è precipitata quando il più giovane dei due studenti si è avvicinato per chiedere spiegazioni, un tentativo di chiarimento che ha scatenato la violenza fisica. Proprio su indicazione del trapper, che avrebbe indicato le vittime per attirare l’attenzione del branco, il braccio destro del cantante, Hamza Abdurahman, ha sferrato un violentissimo pugno al volto del ragazzo. L’aggressore, pugile per diletto e membro della crew del trapper, ha colpito la vittima con tale forza da rompergli il naso e farlo svenire a terra. Abdurahman è già finito ai domiciliari nelle scorse settimane con le stesse ipotesi di reato.

A prestare i primi soccorsi è stato l’altro studente argentino che, non parlando italiano, è riuscito ad allertare il 112 con l’aiuto del personale di sicurezza del supermercato. Il giovane ferito è stato successivamente dimesso dall’ospedale con 15 giorni di prognosi per la frattura delle ossa nasali, prima di fare rientro in Argentina per sottoporsi a un intervento chirurgico. Nell’inchiesta risulta indagato anche un terzo giovane, accusato di omissione di soccorso per essere fuggito insieme al gruppo senza prestare aiuto alla vittima.

Per Sacky si tratta dell’ennesimo guaio con la giustizia. Il trapper ha alle spalle un lungo curriculum criminale: già da minorenne era finito in carcere per una serie di rapine, mentre nel 2020 era stato accusato di lesioni insieme al collega Neima Ezza. Successivamente erano arrivate nuove accuse per un video in cui compariva con armi in pugno insieme a Baby Gang, con il quale aveva condiviso anche un percorso in comunità dopo un arresto avvenuto nel 2019.

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