Un pomeriggio di relax sul litorale si è trasformato in un incubo per una donna di circa settant’anni, colpita in pieno volto da una violenta pallonata mentre si trovava in un noto stabilimento balneare di Marina di Massa. L’impatto con il pallone, calciato involontariamente ma con forte potenza da un adolescente che stava giocando sull’arenile insieme ad alcuni amici, è stato così duro da far perdere conoscenza alla donna. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto è giunta un’ambulanza che ha trasportato d’urgenza la 70enne al pronto soccorso, mentre la figlia della vittima ha provveduto a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine per fare chiarezza sulla dinamica.
Oltre al danno fisico, a scatenare forte indignazione tra i presenti sono state le reazioni successive all’incidente. Un testimone che assistito alla scena ha infatti prontamente rimproverato il giovane responsabile del tiro, ricevendo però in risposta una replica provocatoria e secca: «A me non potete fare nulla perché sono minorenne». Un’affermazione che ha lasciato sgomenti i bagnanti, spingendo la soccorritrice della signora a confidare la speranza che un simile comportamento non rimanga impunito. Fortunatamente, le condizioni della settantenne sono successivamente migliorate e la donna risulta ora fuori pericolo.
L’episodio di Marina di Massa non rappresenta purtroppo un caso isolato, ma si inserisce in una serie di eventi simili che ogni estate si ripetono con frequenza sia sui bagnasciuga che nelle piazze cittadine. A confermarlo sono le testimonianze dei frequentatori della zona, che ricordano come già lo scorso anno una donna seduta sulla propria sdraio fu colpita così duramente al volto da dover essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico per le gravi lesioni riportate a un occhio.
La vicenda riaccende così la piaga e il dibattito mai sopito sui giochi con il pallone nei luoghi affollati. Se da un lato emerge con forza la necessità di maggiore responsabilità da parte dei giovani e del rispetto degli altri bagnanti, dall’altra si evidenzia la cronica carenza di spazi dedicati alle attività sportive estive: tra la conformazione naturale di molti litorali e i rigidi divieti previsti dalle concessioni balneari, trovare aree idonee al gioco resta spesso un’impresa complessa.






