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Morsa di caldo e afa sull’Italia: record e dramma nei campi, la svolta non prima di venerdì

L’ondata di calore che sta soffocando l’Italia non accenna a mollare la presa e, secondo le ultime previsioni meteorologiche, la situazione non cambierà prima di venerdì. Anche per la giornata di oggi la quasi totalità delle ventisette città monitorate dal Ministero della Salute resta in bollino rosso, segnale del massimo livello di rischio per tutta la popolazione.

Fanno eccezione soltanto Messina e Reggio Calabria, che registrano comunque un peggioramento passando dal bollino giallo a quello arancione. Parallelamente all’emergenza caldo, resta attiva un’allerta gialla per temporali e maltempo su Abruzzo, Basilicata, Molise e Umbria. A rendere il clima ancora più insopportabile è il costante accumulo di umidità, che sta generando un marcato disagio bioclimatico soprattutto lungo le coste e nelle pianure: l’aria pesante e stagnante non dà tregua nemmeno dopo il tramonto, trasformando le ore notturne in vere e proprie notti tropicali.

Questa prolungata anomalia climatica, con la canicola che attanaglia la penisola ormai da mesi, porta con sé un costo umano drammatico, specialmente per chi lavora all’aperto. I dati diffusi dalla Flai Cgil tracciano un bilancio drammatico: dal 14 giugno a oggi si contano già cinque lavoratori agricoli deceduti a causa delle temperature estreme.

L’ultima tragedia si è consumata domenica scorsa nel Cremonese, dove un ragazzo romeno di soli 19 anni è stato stroncato da un malore fatale mentre era piegato nei campi per la raccolta dei pomodori, tradito dall’afa opprimente. La crisi del caldo non risparmia neppure il resto d’Europa: a Vienna è stato registrato uno storico record cittadino con il termometro che ha raggiunto i 40.1 gradi, facendo vacillare persino il primato nazionale austriaco di 40.5 gradi che resisteva dal 2013.

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