La Casa Bianca sta valutando la possibilità di firmare accordi economici con la Russia prima della fine della guerra in Ucraina. La notizia, diffusa dal New York Times citando due fonti vicine ai colloqui, segna un deciso cambio di passo rispetto all’approccio sostenuto finora, secondo cui solo una maggiore pressione economica e militare sul presidente russo Vladimir Putin avrebbe potuto costringerlo a scendere a compromessi. L’amministrazione statunitense ritiene invece che la cooperazione economica possa trasformarsi in un utile strumento per far progredire i negoziati diplomatici e convincere i falchi anti-americani della cerchia di Putin che la presidenza di Donald Trump intende inaugurare nuove relazioni bilaterali.
Nel frattempo, all’interno della Russia si tengono le prime elezioni legislative dall’inizio del conflitto, caratterizzate dalla vittoria scontata del blocco di governo, mentre il capo del Cremlino ha firmato un decreto per porre gli asset locali di multinazionali come Nestlé e Auchan sotto un regime di controllo temporaneo. Sul fronte geopolitico e militare la tensione resta alta: dopo la recente violazione dello spazio aereo della Lituania da parte di jet militari russi – prontamente intercettati e allontanati dai caccia italiani schierati per le missioni di polizia aerea della Nato – l’Aeronautica ucraina ha reso noto di aver abbattuto nella notte ben 69 droni e tre missili lanciati dalle forze russe.






