Dura presa di posizione unitaria di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna e Faisa Cisal nei confronti dei vertici di Air Campania, all’indomani dello sciopero di quattro ore che ha registrato una forte mobilitazione del personale. Al centro della polemica c’è la comunicazione diffusa dall’azienda, definita dai sindacati “una provocazione” e una ricostruzione che non rispecchierebbe la realtà dei depositi e dei territori.
Secondo quanto rilevato dalle organizzazioni sindacali sul personale di esercizio direttamente interessato, lo sciopero ha fatto registrare 272 adesioni su 328 turni monitorati, pari a circa l’83%. In diversi impianti la partecipazione ha addirittura toccato o sfiorato il 100%.
Nel dettaglio, i dati forniti dai sindacati parlano chiaro:
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Benevento: 28 adesioni su 32
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Caserta-Firema: 39 su 39 (100%)
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Airola: 16 su 17
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Limatola: 4 su 4 (100%)
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Pietraroja: 2 su 2 (100%)
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Morcone: 4 su 4 (100%)
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Flumeri: 90% di adesione
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Torrette: 31 su 34
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Teverola: 54 su 57
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Piedimonte: 8 su 9
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Castel San Giorgio: 14 su 15
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Pianodardine: 35 su 46
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Capodichino: 32 su 49
A non convincere le sigle sindacali è la nota diramata dall’azienda, nella quale si evidenziava il presunto “senso di responsabilità” di oltre il 60% del personale viaggiante. Una lettura che, secondo i sindacati, mescolerebbe piani differenti — inserendo nel computo anche il personale indiretto non coinvolto nell’esercizio — con l’unico obiettivo di ridimensionare la portata della protesta.
“Se AIR intendeva riferirsi anche al personale indiretto, avrebbe dovuto dirlo con chiarezza”, tuonano le sigle di categoria, stigmatizzando inoltre il passaggio in cui l’azienda definisce la propria disponibilità a un confronto “civile e democratico”, lasciando intendere che la proclamazione dello sciopero non lo sia. “Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito. I lavoratori lo hanno esercitato nel rispetto delle regole e con una partecipazione tutt’altro che marginale”.
Il cuore della vertenza rimane l’applicazione degli accordi sottoscritti, in primis quello relativo al Premio di Risultato, che secondo i sindacati l’azienda avrebbe interpretato in modo unilaterale.
“Anziché favorire il confronto e convocare immediatamente le organizzazioni sindacali per ricomporre la frattura — denunciano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna e Faisa Cisal — l’azienda ha scelto un’altra strada: tagliare il salario ai lavoratori e raccontare storie irreali”. La mobilitazione, avvertono i sindacati, è destinata a proseguire nelle forme legittime e democratiche previste dalla normativa.






