È scontro aperto tra l’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino e l’utenza a causa di una maxi-operazione di recupero crediti. L’ospedale ha infatti affidato all’Agenzia delle Entrate la riscossione delle sanzioni amministrative relative a visite ed esami diagnostici prenotati e mai disdetti, concentrandosi sul quinquennio compreso tra il 2017 e il 2022.
Una misura pensata per arginare il fenomeno delle liste d’attesa bloccate da appuntamenti a vuoto e per recuperare risorse pubbliche, ma che ha immediatamente scatenato un vero e proprio vespaio di polemiche e proteste.
Il provvedimento sta facendo discutere non solo per la sua portata retroattiva, ma soprattutto per le modalità con cui le richieste di pagamento stanno arrivando ai cittadini. Numerose le segnalazioni di avvisi opachi: in molte cartelle esattoriali, infatti, verrebbe indicato unicamente l’anno della presunta infrazione (senza specificare il giorno, il mese o la tipologia di prestazione sanitaria mancata), rendendo di fatto impossibile per il cittadino ricostruire l’accaduto e difendersi.
A raccogliere il malcontento è la voce di diversi utenti. Tra questi, un cittadino intervistato dal nostro direttore Enzo Costanza ha raccontato la sua amara sorpresa: “Non ho mai rinunciato alla visita eppure ho ricevuto una mora di 106 euro. Così sta accadendo a tanti”.
Il timore diffuso tra i residenti è che questa operazione si trasformi in un sistema automatizzato di cassa, capace di colpire anche chi la visita l’ha regolarmente effettuata o ha tentato invano di disdirla attraverso canali spesso difficili da raggiungere.
La stretta del “Moscati” riaccende inevitabilmente il dibattito sul rapporto tra cittadini e istituzioni sanitarie in Campania. Se da un lato l’Azienda Ospedaliera richiama giustamente al senso civico e al rispetto delle regole per evitare lo spreco di risorse pubbliche e permettere ad altri pazienti di accedere alle cure, dall’altro i cittadini replicano puntando il dito contro le inefficienze del sistema. Al centro della contestazione ci sono i lunghi e spesso inaccettabili tempi d’attesa della sanità pubblica regionale, che spingono molti a rivolgersi altrove o a perdere il conto delle prenotazioni effettuate mesi prima.
Prima di procedere al pagamento di una sanzione ritenuta ingiusta o poco chiara, gli esperti consigliano di muoversi con cautela verificando i dettagli della cartella, recandosi agli sportelli del CUP del “Moscati” per chiedere chiarimenti e lo storico delle prenotazioni, oppure rivolgendosi ad associazioni di tutela come il Tribunale per i Diritti del Malato di Avellino, pronto a supportare gli utenti nella verifica della legittimità delle sanzioni e nella presentazione di eventuali ricorsi.





