Riceviamo e pubblichiamo una lettera ricevuta da una mamma che ci ha raccontato questa storia.
“Gentilissimo Enzo,
desidero portare all’attenzione della Suoi lettori un episodio profondamente spiacevole che solleva seri interrogativi sul concetto di inclusione e sul funzionamento delle istituzioni scolastiche nel nostro territorio.
I fatti si riferiscono all’uscita didattica dell’I.C. Serino programmata per oggi, 1 ottobre, a Napoli, presso il Palazzo Reale, in occasione della presentazione del libro “Raccomandati in Paradiso” dello scrittore serinese Carmine Pelosi. Un’iniziativa dal forte valore culturale, inserita nel più ampio cartellone degli eventi per gli Ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Il viaggio è stato interamente finanziato e a totale carico del Comune di Serino, sia per quanto riguarda il trasporto in autobus sia per i biglietti d’ingresso.
Ieri, il giorno prima della partenza, a un bambino di etnia tunisina della classe 5ª del plesso di Sala (appartenente alla primaria dell’I.C. Serino) e a una bambina del plesso di San Sossio è stata comunicata l’impossibilità di partecipare per una “mancanza di posti” sul pullman.
La beffa risiede nel fatto che i posti, con ogni probabilità, mancavano fisicamente a causa di un conteggio errato commesso a monte dalla scuola. L’aspetto più inaccettabile è che questa situazione si sarebbe potuta facilmente evitare: l’amministrazione comunale, infatti, aveva precedentemente proposto e voluto mettere a disposizione due autobus privati proprio per garantire la copertura e il viaggio a tutti.
Ciò che rende la vicenda ancora più grave e paradossale è il contesto in cui si inserisce. L’intera manifestazione è stata strutturata attorno a un percorso di valori universali, dove uno dei temi principali e dichiarati è proprio la Gentilezza, intesa come cura del prossimo e forza per il futuro. Proprio ieri il Comune di Seino insieme all’I.C. Serino ha celebrato l’inaugurazione del “Murale della Gentilezza”, un’opera visiva realizzata con entusiasmo dalle mani degli stessi bambini della scuola per lanciare un messaggio di unione e pace.
Eppure, dietro la facciata dei manifesti e delle celebrazioni, la realtà si è scontrata con un muro insormontabile. Di fronte a questo errore e alla conseguente ingiustificata esclusione dei due alunni, ogni tentativo di mediazione in extremis, così come la precedente offerta dei due mezzi da parte dell’amministrazione comunale, che investe costantemente risorse per essere un supporto concreto alla scuola, è stato respinto. La Dirigente Scolastica e chi ne fa le veci hanno preferito trincerarsi dietro una rigida chiusura burocratica. Rifiutando la collaborazione istituzionale, la scuola ha negato ai due piccoli il diritto di partecipare all’evento insieme ai propri compagni, calpestando nei fatti proprio quel principio di accoglienza che si professava a parole.
Tutto questo lascia addosso un senso di profonda amarezza e frustrazione, soprattutto se calato nella realtà attuale del nostro territorio. Serino, come tanti piccoli centri, sta combattendo una battaglia silenziosa e drammatica contro il calo demografico e lo spopolamento scolastico; una crisi evidente che ci porta oggi ad avere classi ridotte all’osso, formate a volte da appena otto bambini. In un contesto simile, dove ogni singolo alunno rappresenta un patrimonio inestimabile per la sopravvivenza della nostra comunità e della scuola stessa, l’incapacità di includere e proteggere anche solo due bambini diventa un fallimento imperdonabile. Invece di fare ponti d’oro a ogni studente per farlo sentire parte integrante del tessuto sociale, la burocrazia ha preferito alzare barriere.
Se la risposta della dirigenza scolastica è stata deludente, rigida e priva di empatia, la reazione più bella e potente è arrivata proprio dai banchi di scuola, dimostrando che la vera rivoluzione parte sempre dai bambini. Compresa l’ingiustizia subita dal loro compagno, oggi tutti gli alunni della classe 5ª A del plesso di Sala hanno compiuto un meraviglioso gesto di solidarietà: hanno deciso all’unanimità di rinunciare alla gita, restando a scuola per non lasciarlo solo.
Con questo “NO” dignitoso, i bambini hanno preso quel concetto astratto di “Gentilezza” e lo hanno trasformato in un’azione concreta e dirompente. Hanno dato una straordinaria lezione di civiltà, accoglienza e coesione che gli adulti, e in particolare chi ha la responsabilità istituzionale di educarli, non hanno saputo o voluto dare.
Resta l’amarezza per la condotta e l’ostruzionismo della dirigenza dell’I.C. Serino, ma resta soprattutto l’orgoglio per questi giovani cittadini di Serino. Con le loro matite e i loro murales, insieme all’amministrazione comunale, ci avevano chiesto di colorare il mondo di gentilezza; oggi, con il loro esempio, ci hanno ricordato che l’inclusione non è un evento da inaugurare, ma una scelta quotidiana da difendere per impedire che i nostri paesi svuotino non solo le aule, ma anche l’anima!
Una mamma”
Per eventuali precisazioni attendiamo una chiarifica dalla scuola.







