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Giallo della ricina a Pietracatella, il cerchio si stringe: tre persone nel mirino degli inquirenti e l’ipotesi choc sul vero bersaglio

Le indagini sul drammatico duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, morte a causa di un avvelenamento da ricina nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso, registrano una svolta cruciale mentre gli inquirenti concentrano le proprie attenzioni su tre persone chiave e spuntano ipotesi investigative inquietanti insieme a nuovi accertamenti informatici.

Al centro del fascicolo d’indagine ci sarebbero tre individui i cui ruoli e legami con la famiglia sono passati al setaccio attraverso mesi di audizioni e riscontri, a cominciare da Monia, definita un’amica speciale di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, insieme a suo marito Michele e a una stretta parente di Gianni, verosimilmente una cugina. Intorno a queste figure ruota una rete di relazioni e circostanze che la Procura sta cercando di decifrare dopo oltre duecento audizioni condotte nel corso dei mesi per fare luce su un contesto familiare e sentimentale complesso.

Tra le piste più drammatiche emerse nelle ultime ore e rilanciate da testate come il Corriere della Sera e Repubblica, gli inquirenti non escludono uno scenario agghiacciante secondo cui Antonella Di Ielsi e la giovane Sara potrebbero essere state avvelenate per sbaglio, poiché la tossina letale avrebbe potuto essere originariamente destinata proprio a Gianni Di Vita, trasformando un piano omicida mirato in una strage familiare a seguito di un errore nei contatti o nella somministrazione.

Per dare risposte a un caso che scuote profondamente il Molise, l’azione della magistratura si è mossa con perquisizioni mirate sui computer di quattro istituti scolastici legati professionalmente o personalmente ai nuovi protagonisti dell’inchiesta, partendo dall’istituto agrario di Riccia dove Michele lavora come tecnico di laboratorio e dove è presente una serra, passando per il liceo scientifico sempre a Riccia dove ha insegnato Monia, per poi arrivare al liceo classico di Campobasso frequentato da Sara e dalla sorella primogenita diplomatasi a luglio, e infine al liceo Silvio Di Lalla di Casacalenda dove insegna come sostegno la cugina di Gianni. Parallelamente ai sequestri di pc e dispositivi digitali, gli investigatori stanno battendo con forza la pista informatica analizzando tracce digitali e interrogazioni anomale fatte sul web, tra cui le strane ricerche apparse su Reddit relative alla possibilità di estrarre veleno schiacciando semi di ricino.

Il movente, secondo le prime indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi, affonderebbe le radici in un legame coniugale ormai completamente logorato dall’interno, dato che Antonella Di Ielsi, stanca delle presunte relazioni extraconiugali passate e presenti del marito, avrebbe manifestato la ferma volontà di separarsi da Gianni, delineando un quadro di tensioni, tradimenti e sospetti che adesso la giustizia sta cercando di ricomporre per dare un nome e un volto ai responsabili della morte di madre e figlia.

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