Una serata dedicata all’impegno, alla solidarietà e al valore della persona, nel ricordo dell’insegnamento di San Pio. La XXV edizione del Premio Padre Pio ha celebrato il traguardo delle nozze d’argento, intrecciandolo simbolicamente con il 70° anniversario della fondazione di Casa Sollievo della Sofferenza, l’opera voluta dal Santo di Pietrelcina per coniugare l’eccellenza delle cure mediche con la carità evangelica.
Ieri sera si è svolta la XXV edizione del Premio Padre Pio, una manifestazione che, nel corso dei suoi venticinque anni di storia, si è affermata come un importante momento di incontro tra personalità provenienti da diversi ambiti della società, accomunate dall’impegno professionale, umano e sociale.
Nato dall’intuizione di Padre Antonio Gambale, Claudio Crovella e Gianni Mozzillo, il Premio ha rinnovato anche quest’anno la propria missione: valorizzare uomini e donne che, attraverso il proprio lavoro e le proprie scelte, hanno contribuito al bene comune, interpretando concretamente i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della dignità umana.







La manifestazione, patrocinata dal Comune di Pietrelcina e dalla Regione Campania, è stata organizzata dall’Associazione Amici di Padre Pio, da sempre impegnata nella promozione di una cultura fondata sul rispetto della persona e sulla vicinanza a chi vive situazioni di difficoltà.
Un anniversario dal significato speciale
L’edizione di quest’anno ha assunto un valore ancora più profondo grazie alla concomitanza con il 70° anniversario della fondazione di Casa Sollievo della Sofferenza. L’ospedale voluto da San Pio rappresenta ancora oggi una delle testimonianze più significative della sua eredità spirituale: un’opera nella quale la qualità dell’assistenza sanitaria si unisce all’attenzione per la persona, alla solidarietà e alla carità cristiana.
Le nozze d’argento del Premio sono diventate così l’occasione per rinnovare un messaggio che va oltre la celebrazione dei risultati raggiunti, richiamando ciascuno alla responsabilità di mettere i propri talenti al servizio degli altri.
A sottolineare il senso della manifestazione sono state le parole dei rappresentanti dell’Ente Premio.
Gianni Mozzillo, direttore dell’Associazione Amici di Padre Pio, ha definito il riconoscimento un vero e proprio «premio-dono», pensato non soltanto come traguardo, ma soprattutto come incoraggiamento a proseguire il cammino intrapreso.
Il suo messaggio ha richiamato l’importanza di valorizzare le capacità individuali in ogni settore della società, dal lavoro alle istituzioni, dalla ricerca alla vita sociale, affinché possano tradursi in opportunità e benefici per l’intera collettività.
Sulla stessa linea si è espresso Simone Crovella, presidente dell’Ente Premio, che ha posto l’accento sulla centralità e sul valore inestimabile di ogni singola persona. Nel ricordare il significato delle nozze d’argento, ha evidenziato come l’amore per l’umanità non possa rimanere un principio astratto, ma debba concretizzarsi in gesti quotidiani di attenzione, accoglienza e rispetto dell’unicità di ciascun individuo, nel solco dell’esempio lasciato da Padre Pio.
Una serata condotta da Simona Rolandi ed Enzo Costanza
La serata d’onore della XXV edizione è stata condotta dai giornalisti Simona Rolandi, della Rai, ed Enzo Costanza, che hanno accompagnato il pubblico nel corso della manifestazione dedicata ai protagonisti di questa edizione.
Grande attenzione è stata riservata all’organizzazione e alla cura dei dettagli, coordinate dalla dottoressa Marianna Morante, che ha guidato la commissione incaricata di individuare le personalità meritevoli del riconoscimento.
I tredici premiati della XXV edizione
Il Premio Padre Pio ha reso omaggio a tredici personalità distintesi in ambiti differenti, dalla sicurezza alle istituzioni, dalla medicina al volontariato, dall’informazione alla cultura, fino allo sport e al settore imprenditoriale.
A ricevere il riconoscimento sono stati:
Gen. Nicolò Pollari, già capo di Stato Maggiore del Comando generale della Guardia di Finanza, ex direttore del SISMI ed ex consigliere di Stato.
Padre Eugenio Filice, superiore dei Missionari Ardorini di Toronto.
Prof. Cesare Gridelli, direttore dell’Oncologia Medica dell’A.O.R.N. Moscati di Avellino.
Dott. Vincenzo Gesmundo, segretario generale della Coldiretti.
Prefetto Claudio Galzerano, direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere.
Matteo Colella, dell’Associazione Terapia multisistemica in acqua, metodo Caputo-Ippolito.
Ignazio Ingrao, giornalista Rai e vaticanista.
Dott.ssa Maria Morgante, direttrice generale dell’Ospedale San Pio.
Maestro Filippo Cusumano, scultore statunitense di arte sacra.
Gregorio Paltrinieri, campione olimpico del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato.
Henry John Woodcock, magistrato e sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Cav. Paolo Saluzzi, agente generale di Generali Italia S.p.A., specializzato nel settore agroalimentare.
Paolo Torino, giornalista e presidente del Consiglio di amministrazione di Napoli Canale 21.
Il valore di un impegno che guarda al futuro
La XXV edizione del Premio Padre Pio ha rappresentato un’occasione per celebrare venticinque anni di riconoscimenti, ma anche per rinnovare un impegno che continua a guardare al futuro.
Al centro della manifestazione è rimasto il messaggio di San Pio: la dignità della persona, la cura dell’altro e la solidarietà non sono valori da proclamare soltanto nelle occasioni solenni, ma principi da tradurre ogni giorno in comportamenti concreti.
Un messaggio reso ancora più significativo dal richiamo a Casa Sollievo della Sofferenza, simbolo di una visione nella quale la competenza professionale e la dimensione umana della cura procedono insieme.
Nel celebrare le proprie nozze d’argento, il Premio ha così rinnovato la propria vocazione: riconoscere chi si è distinto nel proprio percorso e, allo stesso tempo, indicare attraverso il suo esempio una strada da seguire, nel segno del bene comune e dell’eredità spirituale di Padre Pio.






