«Ho rischiato di morire. Ero a casa da solo quando i miei polmoni sono collassati». Con queste parole James McAvoy, 47 anni, star della saga cinematografica di X-Men, ha rievocato uno dei momenti più drammatici della sua vita durante la sua partecipazione al podcast Armchair Expert condotto da Dax Shepard. Un racconto crudo che accende i riflettori su un grave episodio vissuto qualche anno fa e mai del tutto dimenticato.
Il calvario dell’attore britannico ha avuto inizio nella primavera del 2018 nel corso di un controllo medico di routine. Gli esami diagnostici avevano evidenziato un’anomalia: un’ombra sospetta sul polmone che richiedeva immediati approfondimenti per escludere la presenza di una neoplasia. «Hanno voluto fare una biopsia per capire se fosse un cancro. Ma la procedura è andata male», ha spiegato McAvoy nel corso dell’intervista.
Fortunatamente gli accertamenti successivi avevano subito escluso la presenza di un tumore. Tuttavia, la ferita lasciata dal prelievo bioptico è rimasta esposta a un grave attacco batterico, sviluppando una severa infezione che ha fatto precipitare la situazione nel giro di appena 48 ore.
Rientrato a casa dopo il prelievo, McAvoy si è trovato ad affrontare il momento peggiore da solo. Mentre era a letto, le sue condizioni fisiche sono crollate improvvisamente a causa del collasso di entrambi i polmoni. Ricoverato d’urgenza, l’attore ha affrontato giorni di fortissima apprensione di fronte a un’infezione che sembrava non voler cedere alle cure tradizionali.
«I medici hanno provato di tutto per ripulire la zona, ma niente funzionava», ha ricordato l’interprete. La situazione era diventata così critica da spingere i chirurghi a valutare un intervento ad altissimo rischio e fortemente invasivo pur di bonificare l’area infetta. Un’esperienza che lo stesso McAvoy ha definito «terrificante» e che lo ha portato a ridefinire drasticamente la scala delle proprie priorità personali e professionali.
Dopo quasi tre settimane di degenza in ospedale e il graduale superamento della fase acuta, per l’attore si è aperto il capitolo della riabilitazione. Un percorso reso ancora più complesso dagli impegni lavorativi: in quel periodo McAvoy era atteso sul set di Glass, il thriller di M. Night Shyamalan sequel di Split, in cui doveva tornare a vestire i panni di Kevin Wendell Crumb.
Il ruolo della “Bestia” richiedeva una stazza fisica imponente e un’intensa massa muscolare, ma le sue condizioni fisiche erano estremamente precarie. «Potevo camminare, ma non riuscivo a correre, andare in bicicletta o fare jogging», ha raccontato l’attore. Grazie all’aiuto del personal trainer Magnus Lygdback e a un programma di recupero personalizzato, McAvoy è riuscito gradualmente a rimettersi in sesto, presentandosi in forma sul set nonostante i gravi rischi corsi soltanto pochi mesi prima.






