Un’operazione della polizia di Torino ha portato all’arresto di tre persone, accusate di far parte di un’organizzazione che forniva kit per superare il test di guida. Due fratelli egiziani, un italiano e un pakistano, sono stati arrestati mentre un quarto membro dell’organizzazione è attualmente latitante.
L’organizzazione avrebbe facilitato il superamento dell’esame della patente a oltre quaranta candidati stranieri, incassando migliaia di euro per i loro “servizi”. Secondo le indagini, il metodo utilizzato era particolarmente elaborato. I candidati ricevevano un kit, che includeva una giacca con microcamere nascoste, in grado di inquadrare le domande del test. Questo dispositivo era collegato a uno smartphone in possesso degli organizzatori, mentre un suggeritore esterno forniva le risposte corrette tramite auricolari nascosti.
A capo della rete criminale c’era un cittadino egiziano, affiancato dal proprio fratello minore, responsabile delle attività in sua assenza. Un italiano si occupava di reperire candidati in difficoltà, mentre un pakistano residente in provincia di Brescia gestiva le risposte ai quiz e forniva l’equipaggiamento necessario.
Le indagini, avviate grazie a segnalazioni e intercettazioni telefoniche, hanno rivelato la vasta portata dell’operazione, con i magistrati che stimano un numero di clienti potenzialmente molto superiore ai quaranta già accertati. Nelle prossime ore, gli arrestati saranno sottoposti a interrogatori di garanzia, mentre le autorità continuano a lavorare per identificare ulteriori complici e fermare la rete di truffa.
Questa vicenda mette in luce non solo l’ingegnosità dei truffatori, ma anche la necessità di misure di sicurezza più rigorose per garantire l’integrità degli esami di guida.





