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A San Mango, nella frazione di Poppano, una famiglia sta affrontando una tragedia che va oltre la malattia. Angelo, un giovane di 27 anni affetto da una grave disabilità, sta vivendo un incubo fatto di sofferenze fisiche e mancanza di cure basilari, a causa di una situazione drammatica legata all’erogazione dell’acqua. Il ragazzo, che sta lottando contro un’infezione devastante che ha compromesso i suoi organi vitali come cuore, reni e intestino, ha bisogno di un’assistenza costante e di un supporto che, purtroppo, la sua famiglia fa fatica a garantire.
Un dramma quotidiano per Angelo e la sua famiglia
Angelo ha visto le sue condizioni di salute peggiorare drasticamente negli ultimi tempi ma è stato dimesso l’altro ieri dall’ospedale in quanto la famiglia ha preferito portarlo a casa per vivere insieme a lui gli ultimi momenti della sua giovane vita.La sua malattia, che gli ha causato gravi danni agli organi interni, lo ha costretto a seguire terapie intensive e ad assumere diuretici che lo obbligano a essere lavato frequentemente per prevenire infezioni e mantenere la sua igiene personale. Tuttavia, un problema imprevisto ha reso tutto questo ancora più difficile. Da due giorni, nella frazione di Poppano, dove vive la famiglia, dai rubinetti non esce acqua. Un disagio che ha messo a dura prova la resistenza di Angelo,malato teminale, e della sua famiglia, in particolare del padre, che si fa carico delle sue necessità quotidiane.
Il padre di Angelo ha lanciato un appello disperato, chiedendo a gran voce che la sua famiglia possa accedere a ciò che ogni persona ha il diritto di ricevere: cure mediche, assistenza e soprattutto il rispetto della propria dignità. “È un diritto di ogni persona, di ogni malato, poter avere tutti i servizi necessari per poter vivere il più a lungo possibile”, ha dichiarato l’uomo, la cui voce è un grido di aiuto che sottolinea una realtà amara: la condizione di Angelo non è solo un dramma sanitario, ma anche una lotta quotidiana per la sopravvivenza.
La situazione complicata dell’Alto Calore
Il disagio si inserisce in un contesto più ampio legato ai disservizi di Alto Calore, la società che gestisce l’acqua in quella zona, che negli ultimi giorni ha interrotto il servizio idrico a causa di problematiche tecniche. L’Alto Calore non ha fornito nemmeno un autobotte alla famiglia di Angelo e anche agli abitanti della frazione, ormai da 5 giorni senza acqua. La carenza di acqua ha reso la vita ancora più difficile per Angelo, che, trovandosi in una condizione di salute critica, ha bisogno di essere lavato regolarmente per prevenire complicazioni ulteriori.
In un momento di grande fragilità, la famiglia di Angelo si trova quindi a fronteggiare non solo la malattia e la sofferenza del proprio figlio, ma anche l’assenza di un servizio che, in circostanze normali, sarebbe garantito a tutti. È paradossale pensare che una necessità così basilare e vitale come l’acqua possa diventare un ostacolo in un momento in cui ogni minuto conta.
La solidarietà della Misericordia e del Comune di San Mango
Fortunatamente, non tutto è perduto. La Misericordia di San Mango e l’Amministrazione Comunale sono scese in campo per supportare la famiglia di Angelo. Gli “angeli” della Misericordia stanno assistendo il giovane e i suoi familiari, cercando di fornire il necessario supporto logistico e umano. Il Comune, dal canto suo, ha avviato delle azioni per risolvere la crisi idrica che sta interessando l’intera frazione di Poppano, nella speranza di garantire almeno un minimo di sollievo alla famiglia di Angelo.
Un appello al diritto alla dignità
Il caso di Angelo, purtroppo, non è un episodio isolato. Sono molte le persone che, a causa di malattie gravi o croniche, si trovano a dover affrontare una lotta quotidiana per la propria dignità, un diritto che troppo spesso viene negato o ostacolato da problemi burocratici o disservizi. L’appello del padre di Angelo non è solo un grido di aiuto per suo figlio, ma un invito a riflettere su quanto sia importante garantire a chiunque, soprattutto a chi è più vulnerabile, un accesso continuo ai servizi essenziali.
La situazione di Angelo, purtroppo, sta diventando sempre più critica, ma la sua famiglia non smette di sperare che la comunità possa farsi sentire. Quello che chiedono non è solo una soluzione momentanea, ma un riconoscimento del diritto di ogni persona malata a vivere con la dignità che merita.
Un monito per tutti
La storia di Angelo ci ricorda quanto la dignità umana sia legata a cose semplici, ma fondamentali, come l’acqua e le cure adeguate. Un appello a tutti: non dimentichiamo mai che dietro ogni malato, ogni persona in difficoltà, c’è una famiglia che ha bisogno di supporto, e che la solidarietà di una comunità può fare la differenza tra la speranza e la disperazione.






