Alle prime luci dell’alba, un assalto violento e ben organizzato ha sconvolto la tranquillità della statale Ofantina 695, al km 38, tra l’area industriale di Melfi e Candela. Quello che inizialmente poteva sembrare un episodio estratto da un film d’azione, si è rivelato essere una realtà cruda e drammatica, con un furgoncino portavalori della società Cosmopol come obiettivo di una banda armata.
Quattro uomini a bordo di un’auto hanno dato il via all’attacco, sparando contro il mezzo in transito. L’assalto, ben studiato, non si è fermato alla sola sparatoria: i malviventi hanno speronato il furgone, mandandolo fuori strada, creando una scena di caos. Ma la strategia della banda non si è limitata a questo. Un altro gruppo di complici, a bordo di un tir, ha bloccato completamente la strada, impedendo ogni via di fuga.
Nel frattempo, anche l’altro lato della carreggiata è stato interrotto, e i criminali hanno diretto i loro colpi di arma da fuoco contro un autobus in transito. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma la tensione e il pericolo erano palpabili.
Secondo una prima ricostruzione da parte degli inquirenti, che stanno attualmente seguendo le tracce dei criminali, l’apertura del portavalori sarebbe avvenuta tramite l’uso di esplosivo. Il bottino dell’assalto sembra essere consistente: tra i 6 e i 7 sacchi di denaro, con danni che sono ancora da quantificare.
Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente, ma per consentire i rilievi e le operazioni necessarie, la strada principale è stata chiusa temporaneamente. Questo ha causato inevitabili disagi, con automobilisti e autotrasportatori costretti a deviare su strade secondarie. Le code e i rallentamenti sono stati particolarmente intensi nella tratta che conduce allo stabilimento Stellantis.
A seguito dell’episodio, Giuseppe Alviti, attivista sindacale, ha lanciato un durissimo grido d’allarme sulla sicurezza dei lavoratori dei trasporti valori. Alviti ha denunciato la situazione insostenibile a cui sono sottoposti i professionisti della sicurezza: “Sono veramente agnelli sacrificati, carne da macello. Uomini in divisa che camminano verso il pericolo, senza tutele giuridiche, economiche e, soprattutto, senza garanzie per la loro incolumità.”
Secondo Alviti, le guardie giurate si trovano a fronteggiare assalitori sempre più organizzati e ben equipaggiati, come se fossero in guerra. “Girano l’Italia senza scorte attive e passive, armati solo di una pistola contro kalashnikov e bombe a mano. Sono costretti a fronteggiare assalitori altamente professionali, tecnologicamente avanzati e con una formazione militare,” ha sottolineato.
L’Angpg (Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate) ha deciso di intervenire con una presa di posizione forte. L’associazione ha dichiarato: “Basta a questa mattanza delle guardie giurate. Siamo pronti a fermare l’intero comparto della vigilanza privata in Italia se non verranno tutelati adeguatamente i lavoratori del settore dei trasporti valori.”
L’Angpg ha anche avvertito che l’Italia potrebbe trovarsi senza soldi, se non si prenderanno misure per proteggere chi svolge questo lavoro, fondamentale per la sicurezza economica del Paese. L’associazione ha ribadito la necessità di un cambiamento radicale nella gestione della sicurezza dei trasporti valori, a partire da una maggiore formazione e protezione per le guardie giurate.
L’incidente di questa mattina è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi a furgoni portavalori, un fenomeno che sembra crescere in frequenza e violenza. In un Paese dove la criminalità organizzata è sempre più potente, è fondamentale che le istituzioni si facciano carico della sicurezza di chi ogni giorno lavora per proteggere il denaro e i beni del Paese.





