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L’ultimo abbraccio a Martina: una comunità unita nel dolore e nella speranza

Afragola – Oggi l’ultimo saluto a Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato Alessio Tucci, reo confesso dopo il ritrovamento del corpo della giovane nell’ex casa del custode del campo Moccia.

La città è stata avvolta da un clima carico di tensione e di dolore, mentre ad accogliere il feretro c’erano palloncini bianchi, cuoricini, magliette con il volto di Martina e una pioggia di applausi scrocianti. All’arrivo del carro funebre, l’immensa folla ha chiesto giustizia a gran voce. Davanti alla chiesa è stato anche allestito un maxi schermo per permettere a tutti, anche a chi non è riuscito a entrare in chiesa, di poter seguire la cerimonia e dare l’ultimo saluto a Martina. Tra i vari messaggi di vicinanza, spicca la corona di fiori inviata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, posata sul sagrato della Basilica.

Durante l’omelia, l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, ha lanciato un forte monito contro la violenza di genere: “È femminicidio. Chiamiamolo con il suo nome. Non è follia, non è gelosia, non è un raptus. È il frutto amaro di un’educazione che ha fallito, di un linguaggio che normalizza la violenza, di un silenzio colpevole”. L’arcivescovo ha continuato il suo discorso esprimendo forte preoccupazione per chi confonde il controllo con l’affetto e per chi crede che amare significhi avere il possesso dell’altra persona. Per chi vede la donna come un oggetto da ottenere, da tenere con sé a tutti i costi, sentendosi umiliati davanti a un rifiuto, trasforma il dolore in odio, arrivando a uccidere.

L’omelia ha sottolineato il vero significato dell’amore, che è la liberta: libertà di poter essere se stessi, libertà di poter dire di no, libertà di non essere feriti: “Se amare ti fa male, non è amore. Se per amore devi annullarti o fare del male, non è amore ma violenza”.

Il feretro di Martina è stato accolto da un lungo applauso, mentre molti hanno inveito contro l’assassino Alessio Tucci. Ad accogliere la bara bianca è stato il sindaco di Afragola, Antonio Pannone, insieme al sottosegretario Pina Castiello e al prefetto di Napoli Michele Di Bari.

Concludendo l’omelia, l’arcivescovo ha rivolto un appello solenne a tutti: “A te, Martina, consegniamo un amore che non muore. Nel tuo nome e nel nome di troppe donne, giuriamo di non tacere più. Mai più silenzio complice, mai più indifferenza travestita da normalità. Promettiamo un mondo dove nessuna ragazza debba più aver paura di amare. Dove dire ‘basta’ non sia una condanna, ma un diritto. Dove essere donna sia una festa, non una minaccia. Un mondo dove ogni adolescente impari che amare è donarsi, non possedere, non ferire, non uccidere. Dove la forza sia tenerezza, e l’amore vero sia più forte di ogni violenza”.

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