In Italia l’attività delle ecomafie è in forte aumento. Nel 2024 sono stati registrati oltre 40.000 reati ambientali, pari a una media di 111 al giorno e 4,6 ogni ora. Si tratta di un incremento del 14,4% rispetto all’anno precedente, secondo quanto riportato dall’ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente.
Il giro d’affari illegale legato ai reati ambientali ha raggiunto i 9,3 miliardi di euro, coinvolgendo 378 clan mafiosi attivi su tutto il territorio nazionale. I settori più colpiti restano il ciclo illegale del cemento, con oltre 13.000 reati, e il traffico di rifiuti, che ha fatto registrare un aumento significativo. Numerosi anche i reati contro gli animali e la biodiversità.
Allarmante anche l’aumento della corruzione negli appalti legati alla transizione ecologica: sono 88 le inchieste per tangenti condotte tra il 1° maggio 2024 e il 30 aprile 2025, con un incremento del 17,3% rispetto al periodo precedente. Le ecomafie si infiltrano sempre più spesso nei cantieri e nei progetti “green”, approfittando della scarsa vigilanza e della mole di risorse pubbliche destinate alla sostenibilità.
Le regioni del Centro-Sud restano le più colpite: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria concentrano il 43,5% degli illeciti ambientali accertati. In Puglia, ad esempio, si contano oltre 3.600 reati in un solo anno. Anche il Nord però non è immune: la Lombardia guida la classifica tra le regioni settentrionali, con diverse province coinvolte, tra cui spicca Roma.
Dal 1994 ad oggi, in trent’anni di monitoraggio, sono stati documentati oltre 900mila reati ambientali in Italia: una media di circa 80 al giorno, ovvero uno ogni 18 minuti. In totale, il fatturato illegale stimato in tre decenni supera i 259 miliardi di euro.
La fotografia tracciata dal rapporto conferma che le ecomafie rappresentano oggi una delle principali minacce ambientali ed economiche per il Paese. Le organizzazioni ambientaliste chiedono interventi normativi più incisivi, un rafforzamento dei controlli e una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi pubblici destinati alla transizione ecologica. La lotta all’illegalità ambientale, oggi più che mai, è una priorità nazionale.






