La strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda torna al centro delle polemiche. Un’opera infrastrutturale attesa da decenni, fondamentale per il collegamento dell’Alta Irpinia e per il rilancio delle sue aree interne, ma che ancora oggi resta incompiuta. I ritardi nell’avanzamento dei lavori e l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni continuano a generare sdegno e rabbia tra cittadini e amministratori locali.
A dare voce al crescente malcontento è Gennaro Blasi, responsabile del gruppo politico-culturale La Destra di Grottaminarda, che attacca duramente la gestione dell’intero progetto:
“Ci troviamo di fronte all’ennesima promessa tradita – denuncia Blasi. – I lavori procedono con una lentezza inaccettabile e i cittadini sono costretti a convivere con disagi quotidiani. È evidente il fallimento di una classe dirigente che, a livello locale e nazionale, non ha saputo garantire né tempi certi né risposte concrete”.
Attualmente è in corso solo un lotto funzionale – circa 4,8 chilometri tra lo svincolo di Sant’Angelo dei Lombardi (S. Teodoro Terme) e il viadotto Rampone – ma l’opera nel suo complesso, che dovrebbe servire 14 comuni e le principali aree industriali della provincia di Avellino, resta ben lontana dal completamento.
Blasi ha lanciato un appello diretto a Sabino Morano, vice commissario provinciale della Lega, auspicando un’alleanza trasversale per sollecitare il Governo e il Ministero delle Infrastrutture: “Serve una presa di posizione forte, netta. Chiedo a Morano di unirsi a questa battaglia: non è una questione di schieramenti, ma di rispetto per il nostro territorio e per chi lo vive ogni giorno”.
Nel mirino, oltre ai ritardi, anche il silenzio assordante delle istituzioni centrali, accusate di trattare la Lioni-Grottaminarda come un’opera marginale, dimenticando la sua valenza strategica per l’intera dorsale appenninica campana.
“Il Governo non può continuare a ignorare il grido d’allarme che arriva dall’Irpinia – incalza Blasi. –La realizzazione della Lioni-Grottaminarda non può essere trattata come un’opera di secondo piano: è una questione di dignità per la nostra provincia”.
Quella che doveva essere una via di sviluppo si sta trasformando in una vertenza simbolo del divario infrastrutturale che continua a penalizzare le aree interne del Sud. Secondo La Destra Grottese, con il sostegno della Lega irpina, la battaglia politica deve ora spostarsi nei palazzi istituzionali: Parlamento, Ministero, Governo.
Blasi conclude con fermezza: “Questa battaglia non finirà con un comunicato stampa. Vogliamo risposte ufficiali, sopralluoghi, impegni pubblici e una roadmap definitiva. Basta immobilismo: il tempo delle promesse è finito”.
Intanto, sullo sfondo, resta una domanda inevasa: quanto ancora dovranno attendere i cittadini dell’Alta Irpinia prima di vedere compiuta un’opera che avrebbe già dovuto cambiare il volto della loro terra?





