La Banca d’Italia lancia un richiamo chiaro al governo: serve maggiore prudenza nella gestione dei conti pubblici, a partire dalla prossima legge di bilancio. In audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e Statistica di via Nazionale, ha sottolineato l’urgenza di garantire coperture certe per ogni intervento e di evitare aumenti di spesa o tagli alle entrate di natura temporanea. Secondo Bankitalia, misure di questo tipo hanno effetti limitati nel tempo, accrescono il debito e risultano difficili da eliminare una volta introdotte.
Brandolini ha inoltre rilevato che il Dpfp non offre informazioni sufficienti per valutare nel dettaglio le singole misure previste nella prossima manovra. Il documento si limita a citare alcuni interventi espansivi, come la riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro, il rifinanziamento del fondo sanitario e il sostegno alla natalità, senza però indicare con chiarezza le coperture necessarie. Un punto su cui via Nazionale insiste: servono risorse strutturali, non provvedimenti isolati che rischiano di compromettere la stabilità dei conti.
Nel suo intervento, Brandolini ha anche evidenziato la necessità di migliorare la qualità della spesa pubblica, orientandola verso settori chiave come investimenti, ricerca e istruzione. Una riallocazione del bilancio in questa direzione potrebbe rafforzare la produttività e la crescita potenziale del Paese nel medio periodo, in linea con le indicazioni europee.
Altro tema affrontato è quello delle spese fiscali. Bankitalia propone una loro revisione per razionalizzare il sistema e liberare risorse utili allo sviluppo. In particolare, viene indicata l’esigenza di eliminare quegli elementi che penalizzano la crescita delle imprese e riducono la base imponibile, complicando l’efficienza del sistema tributario. L’obiettivo è semplificare il prelievo fiscale e renderlo più equo, evitando misure spot e di breve durata.
La Banca d’Italia ha poi evidenziato le vulnerabilità che pesano sul percorso di risanamento dei conti. Tra i principali rischi figurano l’elevato debito pubblico e un possibile aumento dei premi per il rischio sovrano, che potrebbe influenzare negativamente le condizioni di finanziamento. Le stime del Dpfp prevedono una crescita del Pil di circa mezzo punto nel 2025 e al di sotto dell’1% nel triennio successivo. La spesa per pensioni e sanità, rispettivamente al 15,3% e al 6,4% del Pil, si manterrà stabile, ma l’andamento complessivo richiede un approccio prudente in materia di bilancio.
Tra i fattori di pressione evidenziati c’è anche l’aumento delle spese militari derivante dagli impegni assunti in ambito Nato. Le tensioni internazionali hanno spinto l’Italia, insieme agli altri Paesi membri, a rafforzare il comparto difesa. Tuttavia, secondo Bankitalia, il Dpfp include solo parzialmente le risorse necessarie a soddisfare tali impegni, imponendo al governo un difficile bilanciamento tra responsabilità esterne e sostenibilità interna.
In apertura della stessa giornata, il governatore Fabio Panetta ha ampliato la riflessione richiamando il valore della solidarietà come base della stabilità globale. Intervenendo alla conferenza internazionale “Cooperative Financial Institutions in the XXI Century for Global Economic and Social Development”, Panetta ha sottolineato che la cooperazione internazionale non è un’opzione, ma una necessità per garantire sicurezza, giustizia e fiducia a livello mondiale.





