Solofra si stringe attorno ad Asio, il cane di quartiere più amato del paese, diventato ormai una vera e propria mascotte cittadina. Un simbolo di affetto, accoglienza e comunità che oggi rischia però di essere allontanato: l’ASL ne ha infatti disposto il ritorno in canile, definendolo “pericoloso”. Una definizione che i cittadini respingono con forza.
👉 Il Sindaco Moretti dice no e prende una posizione netta:
“Asio è un nostro figlio. Nessuno lo porterà via”.
Parole che hanno trovato immediatamente il sostegno della popolazione. Il primo cittadino ha deciso di ospitare Asio presso il Comune, ribadendo il suo status di cane di quartiere e tutelandone la permanenza a Solofra.
Asio non è un cane qualunque: è cresciuto tra le strade del paese, accudito dalle volontarie, coccolato da grandi e piccoli, riconosciuto e rispettato da tutti. Non ha mai morso nessuno, non ha mai mostrato comportamenti aggressivi. Al contrario, è diventato parte integrante della vita quotidiana dei solofrani.
Secondo quanto raccontano i cittadini, tutto sarebbe nato dagli esposti di un singolo cittadino, che avrebbero spinto l’ASL ad accanirsi sull’animale in modo ritenuto immotivato. Asio era già stato accalappiato una prima volta e portato in canile, tra lo sconcerto generale. Solo grazie all’intervento del Sindaco e all’impegno di tante persone sensibili alla sua storia, il cagnolino è potuto tornare a Solofra.
Oggi Asio gira nuovamente libero per il paese, sotto lo sguardo attento di chi se ne prende cura ogni giorno. E da Solofra si alza una richiesta chiara e corale: lasciarlo definitivamente libero, nel luogo che è la sua casa.
Per i solofrani non ci sono dubbi: Asio non è un pericolo, ma una ricchezza. E nessuno dovrà riportarlo in canile.






