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Montefalcione, tre anni dopo la morte di Maria Antonietta Cutillo: pm chiede rinvio a giudizio per sei indagati

Tre anni dopo la tragica morte di Maria Antonietta Cutillo, la 16enne rimasta folgorata nella vasca da bagno della sua abitazione nel maggio 2023, il pubblico ministero Cecilia De Angelis ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone. Il procedimento penale inizierà davanti al Gup il 18 giugno 2026.

La giovane stava parlando in videochiamata con la sua inseparabile amica quando, secondo le indagini, la caduta del telefono collegato a un caricabatterie difettoso in acqua ha provocato la scarica elettrica fatale. Le verifiche tecniche hanno evidenziato un difetto di fabbricazione nel condensatore ceramico del dispositivo, importato dalla Cina e distribuito sul mercato italiano senza rispettare le norme di sicurezza.

Gli indagati sono tre importatori cinesi, due imprenditori italiani e il titolare di un esercizio commerciale irpino. Ai primi cinque la Procura contesta sia l’omicidio colposo in concorso sia la frode in commercio, per aver commercializzato un caricabatterie con marcatura CE falsa e privo di istruzioni e dichiarazione di conformità. Il sesto imputato risponde solo di frode in commercio per aver venduto il dispositivo alla ragazza.

Le indagini sono state condotte dai militari della compagnia di Mirabella Eclano con il supporto del reparto Tecnologie informatiche del Racis. Secondo la Procura, se il caricabatterie fosse stato a norma, Maria Antonietta Cutillo si sarebbe salvata. I familiari della giovane sono rappresentati dall’avvocato Fabio Tulimiero, mentre i sei imputati dai legali Riccardo Ghilli, Giuseppina Alfano, Amalia Laura Raimondi, Guido Ferdinando Cesarini, Luigi Gianzi e Alessandra Del Mauro.

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