Le forze armate statunitensi stanno predisponendo piani di emergenza per un possibile intervento nello Stretto di Hormuz nel caso in cui il fragile cessate il fuoco nella regione dovesse collassare. A riportarlo è la CNN, citando funzionari americani, secondo i quali le operazioni si concentrerebbero sulla neutralizzazione delle mine navali iraniane, delle imbarcazioni d’attacco rapido e delle minacce costiere.
L’obiettivo principale sarebbe garantire la sicurezza e la piena operatività dello stretto strategico, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, punto cruciale per gli equilibri energetici globali.
Nel frattempo, secondo quanto riferito, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe ordinato alle forze armate di reagire con il fuoco contro qualsiasi imbarcazione sorpresa a posizionare mine nello Stretto di Hormuz. Contestualmente, avrebbe annunciato l’estensione di tre settimane del cessate il fuoco tra Israele e Libano, nel tentativo di mantenere una fragile stabilità nell’area mediorientale.
Sul fronte diplomatico, un’email interna del Pentagono, riportata da Reuters, ipotizzerebbe anche misure contro alcuni alleati della NATO considerati “difficili” nel contesto delle tensioni con l’Iran, tra cui la possibilità di sospendere la Spagna dall’Alleanza. Una ricostruzione che ha immediatamente suscitato la reazione del premier spagnolo Pedro Sánchez, il quale ha dichiarato: “Valgono solo atti formali”, sottolineando la necessità di procedure ufficiali in ambito NATO.
La situazione resta quindi altamente tesa e in evoluzione, con implicazioni che coinvolgono sicurezza energetica, alleanze militari e stabilità geopolitica globale.





