Dalla buccia della Castagna di Montella arriva una possibile nuova frontiera nella ricerca oncologica. Da uno scarto della lavorazione del noto prodotto tipico irpino è stata infatti isolata una molecola con interessanti proprietà antitumorali, in particolare contro il tumore della cervice uterina e della mammella.
La scoperta è stata realizzata nei laboratori del CROM Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano, in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale. Il lavoro è stato coordinato da un ricercatore originario di Avellino, Luigi Alfano, e si inserisce all’interno di un più ampio progetto scientifico che coinvolge anche l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università di Philadelphia e lo stesso Istituto Pascale.
L’obiettivo della ricerca è individuare nuove molecole di origine naturale utili nella lotta contro il cancro e, in particolare, contro i meccanismi di resistenza che spesso rendono meno efficaci le terapie farmacologiche tradizionali. In questo contesto, la natura rappresenta una fonte primaria di composti bioattivi, spesso presenti in estratti di origine vegetale e in sottoprodotti dell’industria agroalimentare.
Proprio da uno di questi scarti è stata identificata una sostanza denominata “Castalina”, estratta dalla buccia della castagna di Montella, che ha mostrato un significativo potenziale antitumorale in studi preclinici su cellule di carcinoma della cervice uterina e della mammella, con un’attività selettiva rispetto alle cellule sane.
Il prossimo passo della ricerca sarà la sperimentazione in vivo, su modelli più vicini alla fisiologia umana, per valutarne in modo approfondito la farmacocinetica, la farmacodinamica e la tossicità sistemica. Solo dopo questa fase sarà possibile comprendere meglio le reali potenzialità della molecola e il suo eventuale sviluppo in ambito terapeutico.





