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Teverola, violenza domestica davanti ai figli: Carabinieri mettono in salvo madre e minori

Una richiesta di aiuto giunta alla Centrale Operativa attraverso il numero unico di emergenza “112” ha fatto scattare, nella serata di ieri, giovedì 25 giugno, l’immediato intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Aversa presso un’abitazione di Teverola, dove era stata segnalata un’aggressione tra coniugi.

Nel giro di pochi minuti i militari dell’Arma hanno raggiunto l’abitazione indicata, trovandosi di fronte a una situazione di forte tensione familiare. Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dell’intervento, una donna di 32 anni sarebbe stata aggredita fisicamente dal marito, un operaio di 42 anni, al culmine di un acceso litigio, scaturito da futili motivi. L’episodio si sarebbe consumato alla presenza dei figli minorenni della coppia, circostanza che ha reso ancora più delicato l’intervento dei Carabinieri.

I militari hanno innanzitutto provveduto a tranquillizzare la donna e a verificare le sue condizioni di salute. Pur non avendo richiesto il trasporto in ospedale né cure mediche, la vittima è stata ascoltata con particolare attenzione, ricevendo il supporto previsto in questi casi e tutte le informazioni sui percorsi di tutela predisposti dall’ordinamento.

Contestualmente, i Carabinieri hanno ricostruito i fatti raccogliendo gli elementi utili alle successive valutazioni dell’Autorità Giudiziaria, procedendo all’identificazione delle persone coinvolte e agli accertamenti di rito.

Terminati gli adempimenti sul posto e valutata la necessità di garantire condizioni di sicurezza alla donna e ai bambini, i militari dell’Arma hanno agevolato il trasferimento della 32enne e dei figli presso l’abitazione di una parente della donna, dove hanno trovato un ambiente protetto nel quale trascorrere la notte.

L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, prontamente informata dai Carabinieri intervenuti, poiché ritenuto gravemente indiziato allo stato delle indagini, di maltrattamenti contro familiari e conviventi. Proseguono intanto gli accertamenti per la completa ricostruzione della vicenda e per l’adozione delle eventuali determinazioni di competenza.

In situazioni caratterizzate da particolare fragilità, la tempestività della risposta operativa consente non solo di interrompere possibili condotte violente, ma anche di attivare immediatamente le misure di protezione previste a tutela delle vittime, con un’attenzione particolare quando sono coinvolti minori, garantendo loro assistenza, sicurezza e il necessario raccordo con l’Autorità Giudiziaria.

Si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che, fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna, la persona denunciata deve ritenersi presunta innocente.

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