Si aggrava drammaticamente di ora in ora il bilancio del devastante terremoto di magnitudo 7.5 che ha messo in ginocchio il Venezuela. Le vittime ufficiali hanno raggiunto quota 1.719, come annunciato dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, mentre i feriti sono ormai almeno 5mila. In questo scenario apocalittico, la Farnesina ha confermato un pesantissimo tributo di sangue per la nostra comunità: sono 11 i cittadini italiani rimasti uccisi, 4 i feriti e ben 40 i connazionali che risultano ancora ufficialmente dispersi, mentre 29 sono stati rintracciati.
Il dolore tocca da vicino la Campania e in particolare la provincia di Salerno. A La Guaira, l’epicentro della tragedia, un’intera famiglia di cinque italiani originaria di Licusati (frazione di Camerota) è deceduta sotto le macerie: si tratta del nucleo familiare di Gennaro Garofalo, che da anni risiedeva nel Paese sudamericano. A Caracas, nel quartiere Los Palos Grandes, è stato invece recuperato il cadavere di un altro salernitano, Enzo Cuomo, rimasto schiacciato nel crollo del condominio di 14 piani in cui si trovava; si cercano ancora disperatamente la moglie e la figlia ventiduenne.
Nel frattempo, le speranze di trovare superstiti tra gli oltre mille edifici crollati si stanno riducendo al lumicino, anche se non mancano i miracoli. Dopo ben 106 ore intrappolato nel buio, il ventunenne Aaron Levi Cantillo Vargas è stato estratto vivo a Caraballeda grazie a uno sforzo congiunto di squadre venezuelane, messicane ed elisadoricane. Un salvataggio estremo durato 43 ore e complicato dalla presenza dei corpi delle vittime che ostruivano i passaggi.
A rendere le operazioni di soccorso ancora più drammatiche e pericolose è lo sciame sismico in atto. Una violentissima scossa di assestamento di magnitudo 5.1, registrata nella mattinata di lunedì, ha seminato nuovamente il panico e ha costretto i vigili del fuoco italiani a interrompere le ricerche a Macuto. I soccorritori stavano tentando il recupero di una madre e dei suoi due bambini rimasti intrappolati: la donna era riuscita a mandare un messaggio WhatsApp e per ore aveva risposto battendo un tubo di ferro. Dopo il nuovo sisma e l’ulteriore slittamento della struttura, ogni segnale di vita si è purtroppo interrotto.





