A otto giorni dal devastante terremoto di magnitudo 7,5 che ha messo in ginocchio il nord del Venezuela, la speranza si accende tra le macerie di Catia La Mar, una zona costiera nello stato settentrionale di La Guaira, quasi completamente distrutta dal disastro dello scorso 24 giugno. Le squadre di soccorso sono impegnate in una drammatica corsa contro il tempo per estrarre vivo un uomo rimasto intrappolato sotto un edificio crollato. Si tratta di Hernan Gil, una guardia giurata di 43 anni che, al momento della prima devastante scossa, si trovava all’interno della sua cabina di vigilanza, proprio sotto lo stabile in cui lavorava.
Una straordinaria mobilitazione internazionale si è attivata per strappare l’uomo alla morte. Squadre di soccorso provenienti da sette Paesi – Venezuela, Cile, Stati Uniti, Portogallo, Costa Rica, El Salvador e Messico – stanno lavorando instancabilmente da tre giorni in un delicatissimo intervento di alta ingegneria e scavo manuale. Secondo le ultime informazioni, i soccorritori si troverebbero ormai a circa un metro di distanza da lui. A testimoniare la straordinarietà del momento, i vigili del fuoco cileni hanno pubblicato sui social un video commovente che mostra la guardia giurata cosciente mentre gira la testa per guardare l’obiettivo della telecamera di ispezione.
La notizia del ritrovamento ha riacceso la speranza in una comunità profondamente ferita. La moglie di Gil, Gusbimar Gonzalez, visibilmente commossa, ha espresso tutta la sua gratitudine per l’enorme sforzo collettivo, definendo l’accaduto un vero e proprio miracolo e dichiarandosi sbalordita nel vedere così tante nazioni unite per salvare la vita di una singola persona. Il dramma di Hernan richiama alla memoria le altre incredibili storie di sopravvivenza che stanno emergendo in queste ore, come il salvataggio di un bambino di tre anni sempre a La Guaira o la testimonianza di un quarantaseienne scampato prima alle storiche frane del 1999 e oggi a questo terribile sisma.
Mentre si continua a scavare con il fiato sospeso, il Paese fa tragicamente i conti con i danni e le perdite. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha proclamato sette giorni di lutto nazionale in omaggio alla memoria delle vittime. Il bilancio ufficiale del disastro continua purtroppo a salire: nelle ultime ore le autorità lo hanno rivisto al rialzo, registrando 2.295 morti e oltre 11.000 feriti. Eppure, in mezzo a tanta devastazione, il popolo venezuelano tenta di aggrapparsi alla solidarietà globale e alla forza dei sopravvissuti, ricordando lo spirito di resilienza che già nel 1967 guidò la rinascita del Paese.





