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Dall’Irpinia al progetto “Tolleranza Zero”: un professionista di San Sossio Baronia tra i piloti UAS impegnati nel monitoraggio del territorio calabrese

La tutela del territorio richiede oggi competenze sempre più specialistiche e l’impiego di tecnologie in grado di supportare le attività di prevenzione con rapidità, precisione e affidabilità. È in questo contesto che si inserisce “Tolleranza Zero”, il progetto promosso dalla Regione Calabria, che ha scelto di affidare il monitoraggio di aree strategiche a una squadra di piloti UAS professionisti, selezionati per operare secondo rigorosi standard tecnici e operativi.

Tra i professionisti coinvolti figura Gerardo Rinaldo, originario di San Sossio Baronia (Avellino), chiamato a contribuire alle attività del progetto grazie a un percorso professionale costruito nel settore dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto.

Fondatore di Aetherdrone, realtà specializzata nei servizi professionali con droni, Rinaldo opera nei campi della fotogrammetria, della termografia, dei rilievi tecnici, delle ispezioni di infrastrutture e impianti, del monitoraggio ambientale e dell’acquisizione di dati georeferenziati. Attività nelle quali il drone rappresenta soltanto uno strumento: il risultato finale dipende dalla preparazione tecnica, dalla pianificazione delle missioni e dalla capacità di trasformare i dati raccolti in informazioni affidabili.

Il progetto regionale valorizza proprio questa figura professionale. Il pilota UAS non è soltanto un operatore di volo, ma uno specialista con competenze aeronautiche, conoscenza della normativa europea, capacità di gestione del rischio operativo e padronanza delle tecniche di acquisizione e interpretazione dei dati. Un profilo indispensabile quando il monitoraggio del territorio diventa parte integrante delle strategie di prevenzione ambientale.

La presenza di un professionista irpino in un’iniziativa di questo livello evidenzia come, nelle attività istituzionali più complesse, la scelta delle figure operative sia sempre più orientata verso competenze certificate, affidabilità e preparazione specialistica. Un segnale di come la fiducia nelle tecnologie nasca, prima ancora che dagli strumenti, dalle persone chiamate a utilizzarle con responsabilità e metodo.

La prevenzione ambientale del futuro passerà sempre più da questa integrazione: istituzioni, innovazione e professionisti qualificati chiamati a trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di tutela del territorio e dell’interesse pubblico.

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