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Incendio su un’imbarcazione diretta a Capri, paura tra i passeggeri

Momenti di paura questa mattina a Salerno, dove un incendio ha interessato un’imbarcazione di linea partita dal Molo Manfredi e diretta a Capri. A bordo si trovavano 54 passeggeri, oltre ai membri dell’equipaggio.

Le fiamme, accompagnate da una densa colonna di fumo nero, hanno coinvolto parte dell’unità, ma sono state prontamente domate dagli operatori presenti. L’imbarcazione è quindi rientrata al molo di ormeggio con l’assistenza della Guardia Costiera.

Sul posto sono intervenute numerose ambulanze per prestare soccorso ai passeggeri. In via precauzionale, una donna incinta è stata trasportata all’ospedale Ruggi di Salerno per accertamenti, mentre alcuni turisti hanno riportato lievi sintomi di intossicazione dovuti all’inalazione di fumo.

Sono in corso verifiche per accertare le cause dell’incendio.

Incendio in una piattaforma ecologica alle porte di Milano, nessun ferito

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MILANO (ITALPRESS) – Proseguono le operazioni di bonifica dei Vigili del fuoco dopo l’incendio divampato poco dopo le 11 all’interno della piattaforma ecologica di via Riccardo Lombardi 13, al confine con il comune di Settimo Milanese. Le fiamme hanno rapidamente interessato il materiale ingombrante presente nell’area della ricicleria, generando una densa colonna di fumo visibile anche a diversi chilometri di distanza. Sul posto sono intervenuti sei mezzi dei Vigili del fuoco del Comando di Milano, compreso il nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico), incaricato di effettuare i controlli tecnici e ambientali previsti in questi casi. Secondo le prime informazioni, non si registrano persone coinvolte o ferite. A causa della consistente nube di fumo è stata inoltre attivata ARPA Lombardia, che effettuerà le verifiche sulla qualità dell’aria e sull’eventuale impatto ambientale dell’incendio. Le cause del rogo sono in fase di accertamento.

tvi/mca2
(Fonte video: Vigili del Fuoco)

Confintesa al Muinafest di Cosenza, focus su diritti e tutele anti sfruttamento

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COSENZA (ITALPRESS) – A poche settimane dalla tragedia di Amendolara, dove quattro lavoratori pakistani sono morti carbonizzati, che ha riportato all’attenzione nazionale il tema dello sfruttamento e della condizione dei migranti, Confintesa ha partecipato al Muinafest 2026 di Cosenza con un panel dedicato ai diritti, ai contratti e alla tutela del lavoro dignitoso. Un confronto che assume un significato particolare anche per la vicinanza territoriale con l’area dell’Alto Ionio cosentino dove si è verificata la tragedia.
col/mgg/gsl

Aggressione tra detenuti nel carcere di Avellino: un detenuto in ospedale, nelle sue tasche spunta un cellulare

Serata di violenza e tensioni quella appena trascorsa all’interno della Casa
Circondariale di Avellino. Secondo le prime ricostruzioni, un detenuto ristretto nel reparto
“comuni” è stato brutalmente malmenato all’interno della propria camera detentiva.

Ad aggredirlo sarebbero stati i suoi stessi compagni di stanza, per motivi che restano ancora del
tutto ignoti e al vaglio degli inquirenti.

Solo il tempestivo e provvidenziale intervento degli agenti di Polizia Penitenziaria addetti alla
sezione, supportati dal personale della sorveglianza generale, ha evitato che la situazione
precipitasse ulteriormente, scongiurando il peggio.

Il detenuto aggredito, dopo aver ricevuto i primi soccorsi sul posto, è stato d’urgenza trasportato
al pronto soccorso del vicino ospedale cittadino per le cure e gli accertamenti del caso.

La vicenda, tuttavia, ha fatto registrare un inaspettato colpo di scena durante le fasi del
trasferimento.

Grazie all’intuizione, all’acutezza e alla spiccata professionalità dei poliziotti penitenziari, durante
le fasi di trasferimento, avrebbero rinvenuto un telefono cellulare nascosto addosso all’uomo
aggredito.

Sull’episodio è intervenuto duramente Raffaele Troise, responsabile della segreteria della UIL FP
Polizia Penitenziaria di Avellino, che ha voluto esprimere il proprio plauso al personale in servizio:
«Voglio rivolgere i miei più vivi complimenti ai colleghi per la straordinaria professionalità,
l’attenzione e la prontezza dimostrate ancora una volta, nonostante le gravose difficoltà quotidiane
in cui si trova a operare il corpo».

Troise ha poi colto l’occasione per riaccendere i riflettori sulle criticità strutturali che colpiscono
l’istituto penitenziario irpino:
«Questo evento drammatico evidenzia, per l’ennesima volta, le condizioni di estrema vulnerabilità
del sistema. Parliamo di problemi cronici legati al sovraffollamento, alla carenza d’organico e alla
gestione della sicurezza interna, resi ancora più complessi dall’introduzione illecita di dispositivi di
comunicazione.

È solo grazie al sacrificio e al senso del dovere delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria
se si riesce a mantenere l’ordine e a garantire l’incolumità fisica degli stessi ristretti»