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Doveva essere una serata di festa e musica, ma si è trasformata in una tragedia. Un grave incidente stradale si è verificato al termine del concerto di Geolier, quando un autobus carico di spettatori è stato coinvolto in un drammatico schianto all’interno di una galleria.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il pullman, che trasportava numerosi fan di ritorno dall’evento, si era fermato lungo il percorso quando è stato improvvisamente centrato da un’automobile sopraggiunta. L’impatto è stato violentissimo.
Ad avere la peggio è stato il conducente della vettura, un uomo di 40 anni residente nel Catanese, morto sul colpo a causa delle gravissime ferite riportate nello schianto. Nell’auto viaggiava anche la figlia, che è stata soccorsa dai sanitari intervenuti sul posto e trasferita in ospedale per accertamenti e cure.
Momenti di grande paura anche per i passeggeri del bus, molti dei quali hanno assistito alla scena. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale del 118 e le forze dell’ordine, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto.
Aveva ottenuto il Reddito di cittadinanza omettendo di dichiarare alcuni immobili di sua proprietà nella documentazione presentata all’Inps. Per questo motivo una donna residente in provincia di Avellino è stata condannata dalla Corte dei Conti a restituire oltre 15mila euro percepiti indebitamente tra il 2019 e il 2020.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la donna aveva presentato la domanda per accedere al beneficio economico senza indicare diversi beni immobiliari presenti nel proprio patrimonio. L’omissione le aveva consentito di risultare in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa e di ottenere un assegno mensile di circa 900 euro.
Le somme sono state erogate per quasi due anni, fino a quando i controlli effettuati dagli organi competenti hanno fatto emergere la reale situazione patrimoniale della beneficiaria. Dagli approfondimenti è emerso che la presenza degli immobili avrebbe escluso la donna dall’accesso alla misura di sostegno.
La magistratura contabile ha quindi riconosciuto il danno erariale causato all’amministrazione pubblica e ha disposto la condanna al risarcimento delle somme percepite senza titolo, per un importo complessivo superiore a 15mila euro.