A Frigento, in località Vado dell’Occhiano, una piccola rottura delle tubazioni ha portato alla fuoriuscita di una quantità impressionante di acqua, che, anziché essere incanalata correttamente, ha creato un piccolo fiume che scorre per le campagne circostanti. Quella che sembra un’inconveniente di minore entità si rivela essere, in realtà, una gigantesca perdita d’acqua, il cui impatto è potenzialmente devastante per le risorse idriche e l’ambiente.
La condotta rotta, che si estende sotto il suolo, ha generato una sorta di “fiumiciattolo” sotterraneo, con l’acqua che si disperde nella campagna circostante, creando danni alle coltivazioni e aumentando la preoccupazione per l’efficienza della rete idrica. Questo fenomeno non è isolato: sono infatti centinaia le perdite simili in tutta la provincia di Avellino, un problema che, però, non sembra trovare soluzioni concrete.
La situazione sta sollevando interrogativi in merito alla gestione dell’Alto Calore, l’ente che si occupa della distribuzione dell’acqua nella zona. La mancanza di trasparenza sui piani di intervento e le promesse non mantenute sul rafforzamento della rete idrica stanno alimentando il malcontento dei cittadini. Come evidenziato dal comitato “Uniamoci per l’acqua”, la Task Force tanto annunciata per riparare le perdite e risolvere la questione sembra non essere mai entrata davvero in azione.
La domanda che aleggia su questo scenario è: quando interverrà la magistratura per indagare su queste inefficienze? Le perdite d’acqua sono solo la punta dell’iceberg di un sistema che, agli occhi di molti, appare mal gestito e privo di una reale visione per il futuro. Con l’acqua che continua a sparire a causa di tubazioni obsolete e mal mantenute, diventa cruciale una maggiore responsabilità da parte delle istituzioni e una gestione più attenta delle risorse naturali.
Frigento, come altre località della provincia, sta affrontando una vera e propria emergenza, che rischia di diventare strutturale se non vengono adottate misure adeguate. La gente chiede risposte, chiarezza e, soprattutto, azioni concrete per fermare lo spreco e tutelare un bene essenziale come l’acqua.





