Lunedì 13 gennaio, mentre molti comuni campani hanno deciso di chiudere le scuole a causa dell’allerta meteo, Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano, ha preso una decisione diversa: mantenere aperte le scuole. Questa scelta, seppur in linea con le valutazioni delle autorità locali, ha scatenato una reazione virulenta sui social. Il primo cittadino ha ricevuto una marea di insulti, tra cui attacchi omofobi, da parte di alcuni utenti online.
Zinno, noto per la sua trasparenza riguardo alla sua omosessualità, ha pubblicato alcuni dei messaggi di odio ricevuti sulla sua pagina ufficiale di Facebook, dove gli utenti lo accusano di irresponsabilità e lo colpiscono con epiteti offensivi e discriminatori. Non sono mancati insulti legati alla sua identità sessuale, un tema che, purtroppo, continua a suscitare reazioni di intolleranza.
La decisione del sindaco di non chiudere le scuole, motivata dalla valutazione dei rischi legati al maltempo e alla sicurezza dei cittadini, è stata fraintesa da molti, che l’hanno vista come una mossa poco prudente. Ma l’aggressività di alcune reazioni online ha suscitato preoccupazione per il clima di odio crescente sui social, che spesso colpisce anche le figure pubbliche per motivi personali e politici, piuttosto che per scelte amministrative.
Il caso di Zinno sottolinea ancora una volta la difficile linea di confine tra la libertà di espressione e l’odio gratuito che circola online, mettendo in luce la necessità di una riflessione su come affrontare il cyberbullismo e la discriminazione, soprattutto nei confronti delle persone LGBTQ+ che, come Zinno, si espongono pubblicamente.





